Giro di prostituzione “tocca e fuggi” gestito da un argentino. Sequestrato appartamento-bordello: è la prima volta

29/10/2014 – Un appartamento trasformato in mini-bordello, nella zona dell’ex stadio Mirabello a Reggio Emilia, è stato sottoposto a sequestro preventivo a seguito di un’inchiesta della Squadra Mobile di Reggio Emilia, diretta dal dottor Guglielmo Battisti, che ha portato alla scoperta di un vasto giro di prostituzione organizzato da un argentino di 43 anni, L.A., incensurato, residente a Reggio ma che da poco ha trasferito i propri interessi nel “ramo” a Desenzano sul Garda.

Il sequestro, il primo del genere almeno a Reggio Emilia, è stato chiesto dalla Pm Stignani e accolto dal Gip del Tribunale di Reggio, Giovanni Ghini. La dottoressa Stignani ha indagato l’argentino per sfruttamento della prostituzione, ottenendo dal Gip la misura cautelare della sorveglianza speciale. Due uomini tutto fare (anche loro sudamericani, come del resto le ragazze) che svolgevano piccoli servizi per le “lucciole”, sono indagati per favoreggiamento della prostituzione.

Il giro è stato scoperto grazie alle segnalazioni di un cittadino a causa del gran via vai di uomini nell’appartamento di zona Mirabello. Quando gli agenti sono entrati, nella casa hanno trovato una dominicana di 30 anni (in precedenza aveva esercitato ad Aosta) che aveva anche un piccolo manuale di istruzioni, compilato dall’argentino, su come rispondere al telefono ai clienti.

Mentre i poliziotti procedevano alla perquisizione, nell’appartamento è entrata un’altra dominicana, di vent’anni, con il suo trolley: era appena arrivata da Verona per lavorare una ventina di giorni a Reggio.

L’argentino dal mese di giugno gestiva un giro lucroso, con moltissime squillo che da mezza Italia si rivolgevano a lui per lavorare. Giro basato su un turn over impressionante, con permanenza delle prostitute per un massimo di tre settimane.

Aveva trasformato in bordelli un appartamento a Desenzano e ben tre a Reggio, ma due di queste case, in via Turri, avevano chiuso l’attività a causa dei continui controlli della polizia. Erano rimaste attive solo quelle sul lago di Garda e in zona ex stadio: abbastanza per campare bene.

Ogni ragazza doveva pagare 50 euro al giorno “d’affitto”, con una resa mensile di tremila-quattromila euro per appartamento. Lui provvedeva solo a mettere foto, descrizioni e indirizzi su internet, mentre le ragazze pagavano tutti gli altri servizi a parte.

Alle due dominicane sorprese nell’appartamento in zona Mirabello, sarà proposto un piano di reinserimento. Il sequestro preventivo dell’appartamento è un avvertimento preciso per sfruttatori e proprietari compiacenti.

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