Giorgia Meloni a Reggio: “Il Jobs act? È carta da pizza. Allarme democrazia: Renzi vuol toglierci il diritto di decidere”

di Carlo Codazzi

codazzi12/10/2014 – “Siamo partiti dal basso, non abbiamo poteri forti alle spalle ma il sostegno delle persone semplici e normali”. Così Giorgia Meloni, giovane leader di Fratelli d’Italia con i consensi in costante crescita nel Paese, nel suo comizio di venerdì sera in piazza Del Monte a Reggio in cui ha lanciato la campagna di Fratelli d’Italia per le elezioni regionali del 23 novembre. Al termine del comizio breve tour nel centro con passaggio davanti al Valli, quindi la cena con i fedelissimi al ristorante Nuovo Broletto.

“Stiamo girando per tutta l’Emilia Romagna in questi giorni per favorire la raccolta delle firme per la presentazione della lista di Fratelli d’Italia. La lista è composta da molti giovani, molte donne e molte persone che vengono da una storia di militanza politica: altri vengono dalla società civile, quindi, chiediamo ai cittadini dell’Emilia Romagna di dare credito e di dare fiducia ad una forza politica che nasce dal basso, che non ha grandi risorse, che non ha poteri alle sue spalle e che non ha grandi  lobby che la sostengono. Abbiamo il sostegno delle persone semplici e normali che anche qui vogliono costruire una stagione diversa rispetto a quella di un sistema di potere consolidato e attento più ai propri interessi che ai diritti dei cittadini”.

Il jobs act e le politiche del lavoro non paiono “trasparenti” alla Meloni: “È difficile muovere delle critiche al jobs act – ha spiegato – perché il jobs act è carta da pizza! Tra le leggi delega è la più vaga che io abbia mai letto, non c’è scritto assolutamente nulla e di conseguenza in relativi decreti delegati potrebbero contenere assolutamente qualunque tipo di norma. Abbiamo assistito a un dibattito sulla fiducia surreale che altro non era che una conta interna al partito democratico fatta sulla pelle dei lavoratori italiani.

A questo aggiungo che se si fosse davvero voluto  affrontare il problema dell’occupazione e della disoccupazione in italia la sfida avrebbe dovuto essere quella di detassare i contratti per i nuovi assunti. Oggi abbiamo una tassazione sul lavoro che oscilla intorno al 60% che vuol dire che se io volessi assumere un lavoratore a 1000 euro  mi costerebbe più o meno 2.300 euro. Noi proponiamo che i nuovi assunti abbiano una tassazione massima al 20% e un contratto di lavoro minimo di 1000 euro netti al mese per il lavoratore. Significa 1.000 euro in tasca al lavoratore e 1200 euro il costo per il datore di lavoro”.

La Meloni ha parlato della crisi della democrazia e dello stato di salute della destra italiana: “Lo stato della destra dipenderà da ciò che metteremo in atto per ricostruirla. Stiamo facendo con Fratelli d’Italia un grande lavoro pur essendo partiti dal niente e senza avere nulla. Abbiamo, in appena un anno, doppiato il nostro consenso: più di un milione di italiani ci ha dato il suo sostegno. Bisogna chiaramente andare avanti e avere determinazione, serietà, credibilità.

Sullo stato della democrazia italiana c’è motivo di essere seriamente preoccupati. Le beghe del partito democratico interessano fino a un certo punto; il problema vero è l’astensionismo che raggiunge il 60% in alcune elezioni. Inoltre, c’è il problema di un presidente del consiglio che sta lavorando per fare una serie di riforme che hanno tutte lo stesso obiettivo: quello di comprimere il diritto degli italiani a scegliersi i propri rappresentanti. Ad esempio, le province non sono state abolite, ma è stata abolita l’eleggibilità dei consiglieri provinciali. Il senato non  è stato abolito, ma è stata abolita l’eleggibilità dei senatori e nella camera dei deputati ci propongono una legge elettorale che prevede le liste bloccate esattamente come avveniva prima. Tutto il resto – conclude la Meloni – lo decide la banca centrale europea, quindi, giudicate voi se gli  italiani hanno la possibilità vera di decidere”.

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