Fusione S. Ilario-Gattatico-Campegine: via libera dai consulenti. Il sindaco Moretti: “Solo vantaggi, la faremo”

9/10/2014 – L’unificazione tra i comuni di Sant’Ilario d’Enza, Campegine e Gattatico si farà. Non esistono ostacoli, ma solo vantaggi. Queste le conclusioni cui sono giunti i consulenti e illustrate ieri, mercoledì 8, alla commissione consiliare Fusioni del comune di Sant’Ilario d’Enza, presieduta dal consigliere Fabrizio Ferri. Lo riferisce una nota firmata dal sindaco di Sant’Ilario, Marcello Moretti.

Ferri ha illustrato una prima analisi dei dati esposti dal dottor Barbagallo dello Studio Susio di Milano, che assieme alla Cremeria (Ente di formazione con sede a Cavriago) si occupa dello studio di fattibilità e del percorso di partecipazione finalizzato alla fusione tra i comuni di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario d’Enza.

Dall’analisi dei primi sommari dati di contesto sul funzionamento attuale dei tre enti – sottolinea il comunicato – “è evidente che non solo non ci sono situazioni ostative alla fusione ma anzi, rimanendo separati, è molto probabile che nei prossimi anni ci possa essere una riduzione di personale (a causa di trasferimenti o pensionamenti che la legge non consente di sostituire) che determinerà inevitabilmente una brusca riduzione del livello di servizi.

Inoltre, mettendo assieme i Comuni si potrebbero sfruttare economie di scala nei processi di acquisizione dei servizi (appalti mense, trasporti, energia ecc.) risparmiando così delle risorse con i ribassi di gara.

Al tempo stesso, in un comune fuso si potrebbe ampliare le opportunità di accesso al pubblico grazie alla presenza dei tre municipi (che resteranno) diffusi sul territorio.

Per quanto riguarda il personale aggiunge il sindaco Moretti – si amplierebbero le possibilità di crescita e di valorizzazione professionale dei dipendenti, che spesso oggi svolgono troppe mansioni senza avere possibilità di aggiornarsi e di smaltire rapidamente le molte pratiche di cui si occupano.

Il nuovo Comune può avere un ruolo istituzionale maggiore ed infine (anche se non deve essere la motivazione principale) la Regione e lo Stato mettono a disposizione dei fondi che possono diventare importanti soprattutto in un periodo di difficoltà economica.

Insomma ci sono più risorse e più efficienza per servizi maggiori, mettendo al riparo i Comuni da criticità nel funzionamento che forse oggi non sono così evidenti al pubblico, ma che ci sono già e non possono che accentuarsi nei prossimi anni.

L’amministrazione – conclude Moretti – è impegnata in prima linea a promuovere le tante e preponderanti opportunità legate alla fusione, offrendo così una prospettiva di sviluppo, di crescita e di maggiori servizi alle comunità ed ai territori interessati”.

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    15/04/2015 alle 22:03

    Ma quando, la farete ?

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