Cosa c’è dietro al pestaggio islamico di Aurora, ragazza “impura” perché di madre italiana

31/10/2014 – Continua a ricevere tanti attestati di solidarietà, su Facebook e in paese, la studentessa Aurora Belhamra aggredita a Castelnovo Monti da tre “bulle” islamiche e fondamentaliste in quanto considerata “impura”, vale a dire figlia di padre marocchino, Kalil, e di madre italiana, Monja Beneventi. Nella giornata di ieri Aurora, che porta ancora il “collare” a seguito del pestaggio subito, è andata in municipio a Casina, il suo paese, invitata dal sindaco Rinaldi e dal vicesindaco Silvano Domenichini che hanno voluto esprimerle la solidarietà e il sostegno di tutta la comunità Casinese.

La sorella maggiore Mariam ha esternato su Facebook il suo sdegno e la vicinanza ad Aurora: “Mi dovrei sentire in colpa per essere nata da un matrimonio fra due persone di diverse (diversissime!) culture? Dovrei sentirmi in colpa per il fatto che riesco ad essere musulmana e allo stesso tempo libera di fare le mie scelte? Dovrei sentirmi in colpa per sentirmi italiana davanti a una buonissima pizza, e marocchina davanti a un splendido cous-cous? No, sappiate che non mi sentirò mai in colpa per essere quella che sono”.

Una testimonianza che affronta in modo diretto la questione al fondo di una vicenda che non può esaurirsi con la denuncia delle tre “bulle” per lesioni personali, ma solleva importanti interrogativi. Dietro vi traspare molto di più: l’aggressione ad Aurora, italiana e marocchina, è un sintomo fra i tanti, certo più grave di altri, della guerra per l’egemonia culturale nell’islam italiano e europeo. Bisogna chiedersi perché e sino a che punto la visione estremista, da califfato, stia penetrando anche tra i giovani islamici di
seconda generazione, nati in Italia. Bisogna chiedersi con quali strumenti si diffonde la propaganda fondamentalista, e quali saranno le conseguenze a medio e lungo termine.

Bisogna chiedersi quanto c’entri la rinuncia dell’Europa e dell’Italia, in nome di un multiculturalismo in cui va tutto bene sempre e comunque, a rivendicare e a far valere anche sul piano educativo il nostro sistema di valori, che abbiamo il dovere di trasmettere anche e soprattutto a chi arriva tra noi. La contaminazione culturale è nelle cose, ma non può avvenire a senso unico.

(Pierluigi Ghiggini)

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