Bambole non c’è un euro. Fiaccadori si è dimesso da Tesoriere del Pd. Si farà o no FestaReggio 2015?

25/10/2014 – Ermete Fiaccadori si è dimesso dall’incarico, ricoperto da sei anni, di Tesoriere del Pd provinciale di Reggio Emilia. Le dimissioni sono state rassegnate nella direzione del 12 ottobre, quella che ha dato il via libera alle candidature per le regionali, ma la notizia è stata pubblicata solo oggi da Prima Pagina.
I problemi devono essere seri, a giudicare da toni e contenuti della lettera di dimissioni letta in direzione. Fiaccadori contesta il fatto che prima vengono assunte le decisioni politihe e solo a posteriori si parla delle implicazioni economiche (della serie: l’intendence suivra). A quanto pare qualcuno ha fatto il passo più lungo della gamba, e facendo i conti senza l’oste, cioè senza preoccuparsi dei soldi in cassa.

Tuttavia le dimissioni vanno lette anche come un tentativo di costringere il partito a discutere a fondo, e sulla base di dati concreti, del futuro di FestaReggio, il cui bilancio ha un buco troppo grosso perchè possa passare sotto silenzio: 400
mila euro, dovuti essenzialmente alla festa nazionale del 2012.

Scrive Fiaccadori: “Non regge più la scelta fatta nell’ultimo periodo di coinvolgere la tesoreria solo dopo aver assunto le decisioni politiche… Ritengo che un componente del comitato esecutivo debba essere responsabilizzato sulle problematiche
finanziarie, e le possa e le debba far conoscere e valere al momento nel momento si formano le decisioni, influenzando e condizionando le stesse”.

Di più: “Ritengo che debba essere la rilevanza delle scelte politiche ad avere il giusto peso vagliando, nel momento in cui si formano le decisioni, le implicazioni e le compatibilità finanziarie, e non invece tirarle fuori dopo”.
Di conseguenza “per favorire – obbligare – questo processo ho rassegnato le dimissioni dd Tesoriere del Pd”.
Inoltre Fiaccadori, senza giri di parole, pone un interrogativo cruciale: “Si farà FestaReggio 2015? Che tipo di festa sarà? E dove si farà?”. “Penso che debba essere avviato un confronto aperto a ogni soluzione aveno però delle basi di conoscenza comuni e condivise: debito pregresso, ituazione economica dell’attuale festa, contratti in essere, vincoli logistici, rapporti con società partecipate etc. “.

“Credo che gli “innovatori” debbano uscire dallenaffermazioni generiche e misurarsi con i prolemi concreti che l’organizzazione di una festa comporta. Per queste ragioni e in questa logica mi dimetto”.

In un’intervista, sempre a Prima Pagina, Fiaccadori ha ribadito, con una vena di ironia: “Vedo che ci sono tante idee nuove e tanta giovane energia. Largo ai giovani. Che finalmente si misureranno coi problemi”.

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