Azzimondi, Ferretti, Pedroni, Poli e Riccò: appello di ex-segretari sindacali per l’art.18

20/10/2014 – Ermes Azzimondi, Franco Ferretti, Franco Pedroni, Gianfranco Riccò, Mario Poli: sono cinque ex segretari provinciali della Cgil, della Cisl e della Uil di Reggio Emilia, e hanno diffuso nelle ultime ore un appello in difesa dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.

“In questa Italia nella quale 115 lavoratori vengono licenziati da una multinazionale con un semplice tweet, il problema della crescita economica, secondo il Governo Renzi, è rappresentato dall’art. 18 – si legge nel documento – Noi ex segretari provinciali di CGIL, CISL e UIL di Reggio Emilia: Ermes Azzimondi, Franco Ferretti, Franco Pedroni, Gian Franco Riccò, Mario Poli, respingiamo e contrastiamo questo teorema mai dimostrato realmente. L’abolizione, o comunque il sostanziale svuotamento dell’art.18, segna un  una rottura del patto sociale da parte del governo Renzi, una lacerante regressione nella Costituzione materiale del nostro Paese, del patto tra imprenditori e lavoratori che ha regolato le relazioni industriali dal 1970 ad oggi.

Noi, firmatari, abbiamo avuto l’onore e l’onere di esercitare ruoli di prima responsabilità nelle organizzazioni sindacali reggiane, in un periodo storico, anni 1970 – 2000, nel quale i lavoratori   sono stati protagonisti di un vasto e duraturo movimento di lotta che ha portato e grandi conquiste economiche e all’affermazioni di diritti sociali e civili,  non solo per loro ma per tutta la società italiana. In questo contesto va richiamato l’impegno del sindacato nella lotta contro il terrorismo. Anche grazie a questi successi l’Italia ha cominciato ad essere un paese sempre più civile, moderno ed Europeo”.

Concludono gli ex segretari: “L’articolo 18 sta dentro questa evoluzione progressista; il destino delle lavoratrici e dei lavoratori non è più così vincolato alle decisioni dell’imprenditore. Per questa ragione sentiamo giusto e doveroso impegnarci in difesa dell’art. 18 dello statuto dei diritti dei lavoratori”.

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