Art. 18, Cgil e Fiom scatenano la piazza

news8/10/2014 – Iniziative di protesta, oggi e domani a Reggio e provincia, contro la legge delega “Jobs act” in contemporanea con il voto di fiducia al Senato. La Cgil ha comunicato il bilancio delle iniziative di oggi, oltre a quelle programmate domani all’insegna dello slogan “Renzi tu imponi la fiducia, noi te la togliamo”.

kissLE INIZIATIVE DI OGGI, MERCOLEDI’ 8 OTTOBRE

Trasporti: dalle ore 9 alle 11 i delegati di F.e.r. – Ma.fer. – Tper hanno effettuato un volantinaggio davanti alla stazione ferroviaria di Reggio Emilia.

Al termine dell’assemblea oltre 100 lavoratori della CNA di Reggio Emilia sono usciti nel piazzale antistante la sede centrale e sono stati raggiunti da delegate e delegati della FLC (Scuola) di Reggio Emilia che stavano partecipando ad un attivo provinciale. Insieme hanno approvato un ordine del giorno contro il Jobs act.

Sciopero di mezzora alle Cantine Riunite e Civ e un’ora di assemblea con sciopero a Centrale Adriatica (Magazzini).

Sciopero di 1 ora nelle aziende metalmeccaniche della Zona di Correggio:

Gruppo Argo Tractors – Gruppo Corghi – Snap On – Butler – Stampotecnica – RE.VI.FA – Sicam/Bosch – Giuliano – Spal – Carpenteria CS – Isal – CME – Stromab – Lodi – Seat – AMA – Emmegi – Fabbricese – Lamco – Mabo

Sciopero di 1 ora nelle aziende della Zona di Scandiano:
Realmeccanica – Mass – Rubiera Special Steel – F.lli Rossi – Barcom – Bema – Cem  – Elettric 80 – Eurofilter – Maletti – Mecc 2000 – Nuova Era – Sacil – Trebax  (metalmeccaniche) e Tetrapack (cartotecnica)

Sciopero di 1 – 2 ore nelle aziende metalmeccaniche della Zona di Guastalla:
Terex – Immergas – Smeg – Comer – Vimi Fasteners – OM Carrelli – Amco Veba – MBM –  Eurotek –  Tecnogas – Padana Tubi

Sciopero di 1 – 2 ore nelle aziende metalmeccaniche della Zona di Reggio Emilia:
Emak – Lombardini – Brevini Power trasmission – Bucher – Moreali – Meta System – Ognibene – RCF – OMSO – Fontani e Lasagni – OMIG – Danfos – Minizeta – Bosch oleodinamica

Alle ore 21.00 di questa sera presso la caserma Zucchi di Reggio Emilia si fermano per protesta i lavoratori del Trasporto Pubblico Locale (Seta e Til) con gli autobus. Questo avverrà fuori dall’orario di lavoro, a causa della legge sui servizi minimi essenziali, per non creare disservizi ai cittadini e all’azienda.

kissLE INIZIATIVE DI DOMANI

Scioperi di 2 ore nelle aziende della Zona di Rubiera con manifestazione in via Emilia alle ore 9.00 (partenza davanti al cinema Emiro):
Terim – Ceramica Majorca – Frigor box – Caprari – Assogroup – Ruggerini – Omac – Ceramica Serenissima – Ip Cleaning – Udor  –  Tecnoema – PA – Mecto – Master Fluid;

Sciopero di un’ora con presidio alla Procter and Gamble di Gattatico, alla CoopBox (CCPL) di Bibbiano e al gruppo Fiandre del settore chimico plastico e ceramica.

Tutte queste iniziative – precisa la Cgil – “si aggiungono a quelle effettuate nei giorni scorsi da Ardagh group (2 stabilimenti di Montecchio e Campegine) da Dieci di Montecchio che avevano scioperato 1 ora per turno”

***

gif348/10/2014 – La Fiom prepara le barricate sull’articolo 18. Questa mattina il leader della Fiom Maurizio Landini (reggiano doc, per nascita e per carriera, cominciata in via Roma come segretario provinciale dei metalmeccanici) ha accusato il premier di mettere “i lavoratori precari contro i non precari” e ha annunciato l’occupazione delle fabbriche se in Parlamento passerà la riforma dell’articolo del genere.

A Reggio la battaglia sindacale sta per scattare: l’annuncio di manifestazioni e iniziative di lotta è stato dato all’attivo della Cgil tenuto al circolo Pigal in vista dello sciopero con manifestazione in piazza San Giovanni a Roma, il 25 ottobre. All’attivo hanno partecipato 600 lavoratrici e lavoratori, delegati e quadri sindacali.

“Non è più il tempo di essere indifferenti”, ha detto il segretario della CdL Guido Mora, intervenendo all’assemblea del Pigal. “Siamo allo svuotamento del cuore pulsante della legge 300/1970, di cui l’articolo 18 è l’apice, anche mediatico, ma che riguarda anche l’articolo 13 (sul demansionamento) e l’articolo 4 (sulla video-sorveglianza della prestazione lavorativa): non vessilli di un passato che non c’è più,  ma principi di libertà, validi oggi come ieri, all’interno dei luoghi di lavoro. Argini che il legislatore ha posto a riequilibrio di un rapporto che vede il datore di lavoro in posizione dominante”.

“Dai tanti interventi che dal palco si sono succeduti, è apparsa evidente la sensazione di essere “sotto attacco”, riferisce in una nota la Cgil.

“Le voci di chi lavora in fabbrica, nei supermercati come nella scuola, nelle cooperative come nel pubblico impiego, sono voci di chi chiede un lavoro dignitoso, di chi è sempre più convinto del fatto che la crisi venga ogni giorno di più utilizzata come alibi allo smantellamento di tutti quei diritti che oggi vengono presentati come privilegi per pochi”.  E se “attacco” è la parola più usata, “la richiesta conseguente è quella di ‘rispondere’, costruendo un percorso di mobilitazione capace di dire che “non tutto è in vendita”.

“Non si può ripristinare un principio attraverso un risarcimento. Non si può comprare il diritto di un lavoratore licenziato ingiustamente a riavere il proprio posto di lavoro, né la libertà delle proprie opinioni”.

“Senza cambiamenti al disegno di legge in discussione in Parlamento, se si dovesse procedere al voto, la CGIL di Reggio, insieme ai propri delegati nelle aziende, sarà impegnata in azioni di lotta sul territorio già nei prossimi giorni. Consapevoli che cedere diritti significa cedere pezzi di libertà, e tornare indietro invece che andare avanti”.

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Una risposta a 1

  1. Roberto Cena Rispondi

    10/10/2014 alle 00:01

    Gli Italiani si abbeverano solo alla TV e li hanno convinti che non vi siano più fabbriche ed operai. Invece l’Italia è il secondo Paese manufatturiero d’Europa dopo la Germania perché ha ancora una enorme produzione industriale, pur essendo diminuita del 25% dal 2007. State certi che il blocco delle fabbriche e gli scioperi generali saranno un’arma micidiale per un Governo che non può perdere neanche un punto di PIL se non vuole fare Default. Landini ha ragione a predisporre il blocco della produzione se questo Governo insiste nel demansionamento e nel controllo remoto della prestazione lavorativa. Avanti!

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