Allarme crisi: Mob Day di Confartigianato. Gli imprenditori consegnano ai sindaci la campana dell’ultimo giro

5/10/2014 – Svegliatevi, una volta tanto. Non sono postulanti dei Testimoni di Geova, ma gli artigiani di Lapam-Confartigianato che domani mattina, lunedì 6 ottobre, incontrano i sindaci del reggiano: porteranno una campanella, la campanella che nelle gare scandisce l’inizio dell’ultimo giro (quello in cui decide chi vince e chi perde) e che in questo serve a svegliare chi dorme, o chi è distratto.

Confartigianato Imprese di Reggio Emilia ha organizzato per lunedì 6 ottobre alle 10, una giornata di mobilitazione, un ‘Mob Day’, chiamato “La campana dell’ultimo giro”. Nello stesso giorno, simbolicamente alla stessa ora, appunto le 10 del mattino, delegazioni di imprenditori incontrano i sindaci dei 10 comuni dove l’Associazione è presente con proprie sedi di rappresentanza, per discutere della pesante situazione in cui versa l’economia locale e le piccole imprese in particolare.

Si tratta dei comuni di Reggio Emilia, Castellarano, Castelnovo Monti, Castelnovo Sotto, Correggio, Guastalla, Novellara, Rubiera, Sant’Ilario e Scandiano. “Il tempo è scaduto e siamo arrivato all’ultimo giro per tutti, per questo possiamo uscirne soltanto lavorando insieme”, dichiara Erio Luigi Munari, Presidente Generale Lapam.

“Dopo sei anni di crisi – afferma Ivo Biagini, presidente Lapam di Reggio Emilia – tutte le previsioni economiche sono state smentite dalla realtà. Gli ultimi indicatori economici hanno confermato la crescita ‘zero’ e lo stato di recessione da cui le imprese con le sole proprie forze non possono uscire. Per questo motivo – prosegue Biagini – i nostri organi dirigenti hanno deciso di mobilitare tutta la base associativa sul territorio, per lunedì 6 ottobre, sottoponendo agli amministratori locali una rilevazione economica sull’andamento delle imprese operanti nei rispettivi comuni”.

“Valuteremo insieme quali azioni la pubblica amministrazione può mettere in campo per sostenere le imprese, naturalmente ci presenteremo con alcune proposte in merito – aggiunge Roberto Prearo, Segretario di zona Lapam -. Quale segno della giornata consegneremo ai sindaci una campanella simile a quelle utilizzate dai direttori di gara per segnare i passaggi di giro. Un ‘ultimo giro’ per tutti, imprese cittadini, istituzioni se non cambierà rapidamente qualcosa”.

Nel corso dell’incontro con i sindaci gli imprenditori Lapam si confronteranno su temi generali della crisi, ma anche sulle specifiche problematiche di ciascun Comune. Le proposte dell’associazione verteranno sulla semplificazione amministrativa (ad esempio attraverso l’armonizzazione di regolamenti comunali e lo snellimento burocratico) e su un alleggerimento della Tari (la tassa sui rifiuti) che passi dalla revisione del contratto di servizio con l’ente gestore.

Lapam ha inoltre elaborato un’analisi partendo dall’andamento dell’anagrafe imprese attive nel periodo che va da giugno 2008, ultimo dato pre crisi, a giugno 2014, ultimo dato utile a sei anni dall’inizio della crisi.

Tutti i 10 comuni portano il segno meno ed i settori colpiti sono prevalentemente i medesimi. Il Comune con il calo maggiore è Guastalla (-10,0%), il comune con il calo minore è Scandiano (-3,3%. La città capoluogo Segna un -4,1%.

Più in generale, per quanto riguarda l’intera provincia di Reggio Emilia, si evidenzia il dato preoccupante di un calo di imprese nel settore manifatturiero (- 708) e nel comparto costruzioni (- 1359), ovvero le imprese tradizionalmente più strutturate e che occupano il maggior numero di dipendenti. Forte contrazione, in questi anni, anche delle imprese agricole (- 1260) oggetto di una robusta riorganizzazione. In calo anche i trasporti (- 265), un dato da incorniciare nella contrazione del settore produttivo e quindi della logistica; in calo anche il commercio (- 57), a conferma delle persistenti difficoltà dei consumi.

Pur in un segno negativo generale, si riscontra un saldo positivo nel settore turismo e pubblici esercizi (+ 283), così come nei servizi alle persone e alle imprese (+ 649). Questo è indice di una trasformazione della natura economica sul nostro territorio, che si sposta verso la terziarizzazione fatta di punte d’eccellenza ma anche caratterizzata da imprese economicamente fragili e con un basso numero di dipendenti.

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