Albinea, tour alla scoperta dell’Acetaia comunale di Villa Tarabini

25/10/2014 – Si respira l’atmosfera di un tempo che si è fermato, quando la produzione seguiva pazientemente i ritmi naturali e l’aceto riposava silenzioso nelle sue botti profumate di legno e di mosto. E’ ancora così nei locali sottotetto di Villa Tarabini che ospitano da alcuni anni l’Acetaia Comunale di Albinea, composta da 5 batterie.

Ma altri luoghi ad Albinea evocano il passato, riallacciano il dialogo con la storia che li ha attraversati e portano a riscoprire le nostre radici. Così è per la Fontana di Garibaldi, luogo sacro secondo le tradizioni orali, ricco di contenuti mitici. La memoria degli anziani vuole che il Generale Giuseppe Garibaldi, giunto in zona con le sue truppe, piantò la spada nel terreno facendone sgorgare uno zampillo d’acqua che servì a dissetare i soldati. Leggenda, trasposizione dei miti antichi di un ninfeo sacro, oppure mezza verità, quel che è certo è che Garibaldi passò in quelle zone e la Fontana è stata, forse, l’unica testimone che ancora può raccontare, a suo modo, di quella fatidica notte.

Domenica 26 Ottobre, è in programma una passeggiata turistica enogastronomica e culturale, per toccare questi luoghi, e per apprezzarne il valore storico e naturalistico. Da Piazza Cavicchioni di Albinea si partirà in direzione sud, verso la Fontana di Garibaldi per poi proseguire, lungo il Parco Fola sino alla meta rappresentata da Villa Tarabini, nobile residenza oggi entrata a far parte del patrimonio comunale.

Sarà possibile visitare l’Acetaia Comunale, situata nei locali sottotetto, e scoprire i segreti di una produzione tanto pregiata quanto paziente, dove l’uomo e la natura hanno stretto un patto millenario.

Nella sala principale si possono ammirare le botti in file ordinate di dimensioni decrescenti e realizzate con legni di differente natura, dove l’aceto sta seguendo il processo di fermentazione. Una batteria, in particolare, è oggetto di attenzione da parte dell’Università degli Studi di Torino, impegnata a studiare e certificare tutti i passaggi della filiera produttiva, che andranno a comporre una banca dati ad oggi inesistente.

Un’altra batteria ospita, invece, gli aceti conferiti dai produttori locali e tutte sono costantemente seguite da mastri acetai impegnati nei travasi, nei rabbocchi e nel controllare il corretto procedimento della fermentazione.
Scendendo qualche gradino si giunge nella luminosa saletta a vetrate ospita il museo composto da antiche attrezzature per la produzione dell’Aceto. In un’altra sala si trova la teca custode delle prime bottigliette di Aceto prodotte dall’Acetaia Comunale, e in attesa di accogliere quelle in via di maturazione.

Salendo la scala a chiocciola che di qui si diparte si giunge all’interno della torretta, punto più alto della Villa da cui si gode una veduta mozzafiato: lo sguardo può cogliere l’area dell’antica tenuta e spingersi in là, fino a alla vicina Città, verso nord, e lungo il profilo delle colline, nella parte sud.
I rappresentanti del Consorzio per la Tutela dell’ABT di Reggio Emilia saranno a disposizione per illustrare le fasi di maturazione dell’aceto e per una breve guida ad un sapiente consumo dello stesso insieme ad alcune degustazioni.

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