Sciopero regionale: decine di migliaia in corteo a Bologna. La Cgil annuncia alte adesioni nell’industria

16/10/2014 – Cinquantaquattro pullman stipati messi a disposizione dalla Camera del Lavoro reggiana non sono bastati. Questa mattina tantissime persone, con treno o auto, sono partite da Reggio Emilia per prendere parte alla grande manifestazione della Cgil che ha invaso le strade di Bologna, per concludersi in una piazza Maggiore gremita e colorata.

Grande partecipazione di numeri anche allo sciopero generale regionale che ha visto larga adesione nelle aziende del territorio reggiano, con percentuali anche del 100%.

Questi i numeri:  100% nelle metalmeccaniche Interpump e Dieci, 90% in Comer e Brevini, 85% all’Argo Tractors di Fabbrico e 80% in Corghi e Smeg. Punte del 100% si sono raggiunte anche nei cantieri Tecomec e Realco e delle cooperative logistiche Assoservizi Group e LCT Soc Coop. Tra le cooperative il 100% di adesione si è avuto anche in Coopsette produzione. Il 90% di adesione allo sciopero si è avuto nelle multinazionali della gomma plastica Procter & Gamble e Rexnord.

E l’80% alla Casalgrande Padana e al Gruppo Fiandre. Il Mercatone Uno di Rubiera ha aderito al 70%, le Cantine Riunite e Civ al 90% e Tetrapack di Rubiera al 70%. “Prende sempre più forma la protesta che in queste settimane  ha visto fermate spontanee e presidi del territorio contro la riforma del mercato del lavoro portata avanti dal governo – questo il commento della Cgil Reggiana -. E cresce la convinzione non solo che questa riforma produca ulteriore frammentazione e impoverimento sul piano dei diritti e delle tutele dei lavoratori, ma anche che una legge su un tema così importante non possa essere approvata per delega in bianco, da un Parlamento derubato così delle proprie funzioni. I commenti della piazza e gli interventi dal palco lo chiariscono a gran voce: non vi è l’ombra di avanzamenti, solo enormi passi indietro”.

Aggiunge la Cgil: “Può definirsi un avanzamento aprire alla libertà dell’impresa di demansionare i propri dipendenti? Può definirsi un avanzamento offrire la possibilità di videosorvegliare la prestazione lavorativa dei dipendenti? E infine può definirsi un avanzamento eliminare la reintegra prevista dall’articolo 18 e cioè ridurre la sanzione per una lesione che rimane tale? Sempre più sottomessi, dunque, quando non disoccupati o precari”.

“A sfilare nei due cortei riversatisi in piazza Maggiore e piazza del Nettuno ci sono decine di migliaia di lavoratrici, lavoratori e pensionati di tutti i settori e di tutte le province emiliano romagnole, ma anche tanti studenti. La società che immagina la piazza della Cgil di oggi non è quella immaginata dal governo. Non è una piazza solo “contro” ma “per” una società in cui la crisi non venga usata come grimaldello sulla condizione di vita dei cittadini/lavoratori: gli unici che in questi hanno visto peggiorare le proprie condizioni di vita”.

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