Semestrale Unieco: fatturato 235 milioni, Ebitda risicato ma positivo. Mistero sulla fusione con Coopsette

16/9/2014 – “Il cammino di Unieco prosegue con fiducia e perseveranza”. È il commento del gruppo cooperativo, che com’è noto attraversa una fase critica, sui risultati del primo semestre 2014 approvati venerdì 12 dal Cda.

I conti “si confermano in linea con le previsioni”. Il fatturato dei primi sei mesi raggiunge i 235 milioni di euro, e le acquisizioni del periodo ammontano a 150 milioni di euro. L’Ebitda (vale a dire il risultato prima di interessi, tasse, deprezzamenti e ammortamenti) è positivo, sia pure per una cifra contenuta (4 milioni di euro).

Tuttavia il comunicato ufficiale di Unieco non riferisce né la cifra del risultato netto nel semestre (presumibilmente una perdita), né quella dell’indebitamento. Poche parole anche sull’integrazione con Coopsette, che peraltro non viene mai citata direttamente, a conferma delle difficoltà nel processo di fusione. Nessun commento neppure sulla rottura delle trattative con Iren Ambiente.

Comunque, il gruppo parla di risulti “confortanti”. “Malgrado il trend economico non certo favorevole, trovano conferma le indicazioni che costituivano la base del Piano presentato oltre un anno fa e che hanno consentito alla cooperativa di uscire in bonis dalla procedura di ristrutturazione del debito – sottolinea la nota diffusa oggi -. Unieco sta onorando regolarmente gli impegni previsti dal Piano di ristrutturazione.

I volumi di produzione che svilupperà nel corso del 2014 si collocano, nelle attività dirette, intorno ai 380 milioni (al semestre ammontano a 200 milioni), a fronte di una previsione del Piano di 363 milioni su base annua.
A livello di bilancio consolidato si ipotizza di raggiungere i 480 milioni (al semestre ne sono stati realizzati 235), volumi che non comprendono il settore ferroviario, con in testa la partecipata Clf della quale Unieco detiene il 40% e che può vantare attività per 130 milioni, di cui un terzo all’estero”.

Questi  risultati “sono quasi sorprendenti se si pensa che, di fatto, Unieco è stata ‘limitata’ nella sua operatività  sul mercato per tutto il 2013  e  che anche l’azione commerciale nell’anno in corso, in un contesto di mercato delle costruzioni quanto mai asfittico, pur avendo conseguito risultati incoraggianti (circa 150 milioni di acquisizioni nei primi otto mesi), non ha potuto certo garantire i volumi storici di Unieco, soprattutto sul mercato locale.

L’EBIT gestionale si conferma a segno positivo, anche se su dimensioni contenute (4 milioni di euro a valere su base annua). Una conferma né facile, né scontata,  stanti le condizioni date.

Nel corso dell’esame della semestrale sono anche emerse le criticità presenti, che si stanno affrontando con determinazione ed in particolare:

–  la profondità e irreversibilità della crisi in alcuni dei mercati “storici” sui quali Unieco opera, che impone scelte nette di cambiamento. E’ anche con questa consapevolezza che Unieco ha già avviato e implementato una profonda riorganizzazione interna finalizzata al contenimento dei costi fissi (-50% nel triennio 2012 – 2015) e ad una revisione dei processi operativi/decisionali;

–  i conseguenti esuberi strutturali di personale. Se nel breve periodo si sta sopperendo con il ricorso agli ammortizzatori sociali, in prospettiva probabilmente non saranno sufficienti.  Si sta cercando di  affrontare questo difficile problema attraverso un confronto continuo con il sindacato e perseguendo politiche attive per quanto riguarda formazione e lavoro.

Questa semestrale e’ stata anche l’occasione per riaffermare che se si vuol puntare allo sviluppo e non alla semplice difesa, bisogna coniugare la ricerca di adeguati livelli dimensionali, per sfruttare il potenziale aziendale, con la specializzazione, per poter arricchire di competenze la proposta commerciale, con la societarizzazione di attività, per rafforzare la competitività attraverso alleanze imprenditoriali, e con l’internazionalizzazione, per ampliare il mercato potenziale”.

Poche parole, e abbastanza sibilline sul progetto di fusione con Coopsette, partito di gran carriera ma che sta subendo vistosi rallentamenti. Unieco “conferma l’impegno su un progetto di integrazione delle importanti esperienze presenti nella cooperazione di costruzioni reggiana e non solo, progetto che deve reggere necessariamente su un piano industriale sostenibile ed orientato allo sviluppo”. Tutto qui.

Conclusione: “Il cammino di Unieco continua con fiducia e perseveranza e i 110 anni festeggiati il 7 luglio scorso sono uno stimolo ed una garanzia”.

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