Pagliani smonta il mito della regione efficiente. “Non fatevi abbindolare dai signori delle primarie Pd”

1/9/2014 – “Basta con leggi e provvedimenti discussi e votati nel tempo di un aperitivo”. “La Regione ha speso 2 mila 280 euro per ogni abitante. Qualcuno se n’è accorto a Reggio?”.

Mentre si avvicinano le elezioni regionali anticipate, a causa della condanna in appello subita dall’ex governatore Vasco Errani per la storia dei contributi alla cooperativa Terremerse (all’epoca presieduta dal fratello Giovanni), Giuseppe Pagliani compie una disamina impietosa di come ha lavorato l’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna: poche assemblee, durata media poco più di tre discussioni lampo “per non disturbare il manovratore”, nella gestione e distribuzioni di una gran quantità di miliardi.

L’esponente di Forza Italia, capogruppo in comune a Reggio Emilia, invita anche i cittadini a non farsi abbindolare dai “signori” delle primarie Pd, “interessati solo al loro futuro politico”.

Del resto, le polemiche furibonde tra i candidati renziani Bonaccini e Richetti (entrambi di Modena) riguardano questioni di selvaggio interesse generale, come l’uso o abuso della mailing list del Pd provinciale. Ma neppure scrutando l’orizzonte con buoni binocoli si vede accenno di dibattito su questioni concrete: ad esempio la questione morale, come far sì che i casi Errani non si ripetano più, come rendere trasparenti gli appalti, come far pagare meno tasse ai cittadini.

Ma veniamo al “report” di Pagliani sui livelli di efficienza dell’assemblea di via Aldo Moro.

“E’ ormai certo che il 16 Novembre si voterà per il rinnovo del Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna. Al riguardo – dice l’esponente azzurro – è estremamente utile esaminare alcuni dati rinvenibili sul sito della Regione che non solo lasciano perplessi, ma che mettono fortemente in dubbio
l’utilità – se le cose rimarranno così – della regione stessa”.

“Quest’anno il Consiglio Regionale si è riunito in tutto 28 volte (insomma, meno di un Consiglio a settimana) con una durata media delle sedute di tre ore e quindici minuti. In detto spazio temporale sono state approvate 22 leggi, 27 delibere, ed – infine – trattati 738 atti di controllo ed
indirizzo (interrogazioni a risposta immediata, interpellanze, risoluzioni, mozioni, ordini del giorno)”.

“Un’attività che a prima vista parrebbe imponente, ma che in realtà si è  svolta in modo del tutto asfittico, quasi che il “compagno manovratore” non andasse disturbato. Approvare leggi e delibere nello stesso spazio di tempo che s’impegna per bere un aperitivo – osserva Pagliani – può forse soddisfare gli appassionati della movida legislativa, ma non serve ai cittadini comunque politicamente collocati”.

“Soprattutto perché la Regione approva leggi, come quella relativa al bilancio di previsione, che impegnano spese per diversi miliardi di euro, a partire dalle politiche sanitarie, che direttamente investono il cittadino non solo quale contribuente, ma anche quale utente dei servizi erogati”.

“Basti pensare che la Regione incassa direttamente dai suoi cittadini circa 4,8 miliardi di euro ogni anno, cui devono aggiungersi i circa 4,5 miliardi di euro che la stessa incassa a titolo di contributi erariali. In buona sostanza – aggiunge – la Regione gestisce all’anno 20.000 miliardi di vecchie lire prelevate direttamente o indirettamente dalle tasche degli emiliano-romagnoli. Più altri 8.000 miliardi di vecchie lire che incassa a vario titolo un po’ da tutti”.

“Se poi si valuta il bilancio regionale nel suo complesso, si ricava – a giudizio di Pagliani – un altro dato clamoroso: la Regione Emilia-Romagna spende oltre 2.820 euro per ogni suo abitante. Qualcuno forse se ne è accorto? E soprattutto: se ne sono forse accorti i reggiani?”.

“Se infine pensiamo che, all’interno della cifra su indicata, la Regione impegna circa 400 euro ad abitante per spese d’investimento – conclude Pagliani – allora viene da chiedersi fino a quando il territorio reggiano sarà disponibile a farsi trattare a pesci in faccia e a farsi abbindolare dai signori delle primarie del PD, ai quali interessa molto il proprio futuro politico e ben poco quello dei cittadini, compresi quelli che li vanno a votare”.

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