Reggio fra le province meno sicure, insieme ad altre sette emiliane

18/9/2014 – Reggio Emilia figura nel gruppo di testa delle province italiane più pericolose. Nella classifica sulla sicurezza pubblicata dal Sole-24Ore Reggio Emilia figura al 24mo posto, e non è tra le peggiori dell’Emilia Romagna, che ha ben 8 province su 9 nei primi trenta posti della classifica.

Solo Piacenza si distanzia al 43mo posto. Tuttavia Reggio in un anno ha accusato un exploit di reati (+8%) che è il trend peggiore in regione. Parliamo di dati del 2012 e di confronti con l’anno precedente.

Milano, Rimini e Bologna le tre province sul podio delle più pericolose, col numero più alto di crimini commessi rispetto al numero di abitanti. Ravenna è all’ottavo posto sia pure col trend in diminuzione, Parma al 14° (+4,06%), Modena al 19° (ma con miglioramento: – 7,94%), mentre Reggio Emilia si piazza al 24° posto e con forte aumento dei reati: +7,98%. Ferrara è al 25mo e Forlì al 28° posto. Insomma, Reggio Emilia registra il maggiore aumento proporzionale di reati.

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CALLORI (FORZA ITALIA): COLPA ANCHE DELLA POLITICA DELLA REGIONE

“Secondo la classifica sulla sicurezza pubblicata dal Sole 24 Ore di Oggi, ben 8 delle 9 province della Regione Emilia-Romagna si posizionano nei primi 30 posti in Italia per criminalità. Piacenza, pur registrando un lieve calo nella denuncia dei reati, si attesta comunque in un poco gratificante 43esimo posto. I dati di oggi confermano – se ancora ce ne fosse bisogno – quanto la politica dell’attuale Regione sia distante dalle reali esigenze dei cittadini”. Lo afferma Fabio Callori, coordinatore vicario di Forza Italia in Emilia-Romagna.

“Ma sulla sicurezza non si può e non si deve transigere – aggiunge – Garantire ai cittadini il diritto di essere fuori dalla paura è per l’amministrazione regionale un dovere e il faro verso cui tendere i propri obiettivi. Il problema della sicurezza non deve essere delegato esclusivamente alle Forze dell’ordine, costrette ad arrangiarsi sempre più spesso con mezzi di fortuna per i scellerati tagli alle risorse pubbliche. Gli agenti che operano sul territorio e che, con la loro preparazione e uno spiccato senso del dovere, contribuiscono a rendere i cittadini più sicuri, non possono fare a meno del sostegno di Governo e Regione.

L’Immagine di efficienza di cui tanto si vanta chi amministra la nostra Regione, nasconde una politica incapace di comprendere i reali problemi dei cittadini e di predisporre azioni che possano risolverli. È il momento di cambiare rotta, di portare avanti progetti nuovi e pensare al nostro futuro. Per farlo serve un’amministrazione nuova, con uomini nuove e idee nuove”.

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