Recuperare i terreni incolti in Appennino: assemblea a Castelnovo Monti. Un tavolo con le regioni Emilia e Toscana

26/9/2014 – Ha visto un’alta partecipazione, ed è ruotata attorno a progetti importanti per il recupero di terreni lasciati incolti ormai da anni, la serata di mercoledì in Municipio a Castelnovo Monti per l’incontro “Dar valore alla terra: ritorno al futuro”, in cui è stata presa in esame l’interessante legge adottata dalla Regione Toscana per il censimento dei terreni lasciati incolti in Appennino, sia privati che pubblici.

In tal senso la testimonianza di Loris Rossetti, consigliere e presidente della commissione regionale agricoltura, che ha seguito l’iter di approvazione della legge in Regione Toscana. Da qui sono state poi esaminate le possibilità di proporre iniziative simili in Emilia Romagna, illustrate dal Consigliere regionale Marco Barbieri e dal Presidente del Parco nazionale Fausto Giovanelli, ma si è parlato anche delle ricadute dell’abbandono delle terre sul dissesto idrogeologico illustrate dal Direttore del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale Domenico Turazza.

Dal quadro emerso si è ben percepito che a rappresentare le principali difficoltà su un percorso di censimento e rassegnazione dei terreni incolti sono in particolare aspetti burocratici: tutti i relatori hanno evidenziato che ci sono terreni ormai abbandonati da anni di cui è difficilissimo ricomporre la proprietà, e che ormai sarebbero formalmente suddivisi tra decine di proprietari. Una ricomposizione però data la legislazione attuale dovrebbe passare attraverso costosi rogiti, ed a volte è anche quasi impossibile rintracciare i proprietari, che addirittura non sanno di esserlo.

Diversi sono stati anche gli stimoli portati dai presenti in platea: coltivatori, amministratori dell’Appennino, rappresentanti delle associazioni di categoria agricole. In particolare è stata avanzata la richiesta forte di adottare iniziative per valorizzare di più, anche economicamente, quanto viene prodotto in montagna, in quanto soltanto in questo modo, al di là della disponibilità di terreni coltivabili che possano essere ceduti con agevolazioni, in particolare ad imprese composte da giovani, sarà possibile dare a questi agricoltori una possibilità di creare reddito per loro e per il territorio.

Non sono mancate neanche le sottolineature di segnali positivi nel settore
agricolo regionale ed in particolare appenninico: l’aumento degli iscritti sia negli istituti superiori agrari che nelle facoltà universitarie, la riscoperta dell’agricoltura come elemento fortemente culturale da parte dei giovani, che ormai la valutano come una opportunità professionale interessante e dal forte valore, spinti anche dalla crisi di settori che una volta venivano considerati più appetibili e “prestigiosi”.

L’incontro si è posto come l’apertura di un tavolo di lavoro che veda collaborare le regioni Toscana, Emilia Romagna, e il Parco dell’Appennino.

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