Un piano G per il Pd nel caos. Renzi vuole Delrio governatore emiliano

di Pierluigi Ghiggini

9/10/2014 – Si fa sempre più strada il “piano G” per salvare la faccia del Pd e candidare a governatore dell’Emilia Romagna un politico di rango che non abbia un’indagine per peculato sul groppone.

Il piano G porta il nome di Graziano Delrio, il sottosegretario reggiano alla presidenza del Consiglio che non ne vuole assolutamente sapere di mollare Roma per Bologna, ma potrebbe cedere in queste ore alle pressioni del premier (col quale fra l’altro i rapporti non sono propriamente idilliaci) in nome della salvezza della patria politica comune, e accettare la candidatura alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, in condizioni mai così difficili e con il rischio di un dilagare di Grillo sull’onda dell’indignazione popolare.

L’inchiesta della procura di Bologna sulle spese del consiglio regionale ha messo il Pd in braghe di tela, e quasi certamente farà saltare le primarie. Si parla di una trentina di consiglieri indagati per peculato e fra questi otto o dieci del Pd. È vero che ci sono dentro tutti i capigruppo consiliari nessuno escluso, ma per il Pd è un disastro, quantitativo e qualitativo.

Perchè ad essere indagati sono anche Matteo Richetti, deputato, e il segretario regionale del partito Stefano Bonaccini, i due principali contendenti alle primarie emiliane convocate il 28 settembre. A Bonaccini vengono contestate spese ritenute indebite per 4mila euro, a Ricchetti per 5 mila 500, comprese due notti in resort sul Lago di Garda.

Richetti si è ritirato ieri dalla corsa, ma Bonaccini no. Ha mollato FestaReggio facendo saltare l’incontro politico della sera per tornare precipitosamente a Bologna dopo aver parlato col suo avvocato.

Oggi ha trascorso in Procura un paio d’ore per “chiarire” la sua posizione con i magistrati, ed è uscito da una porta di servizio di palazzo di Giustizia per non incrociare i giornalisti. Ha confermato che non intende ritirarsi dalle primarie, tuttavia Renzi – che ha l’ultima parola – non ne vuol sapere di regalare l’Emilia a Grillo con un candidato governatore magari innocente, ma sotto inchiesta per storiacce da prima Repubblica.

Per questo si passa al piano G, e le primarie finiscono alle ortiche, anche se il terzo candidato, Balzani, docente di storia ed ex sindaco Forlì, minaccia di correre con una propria lista.

L’ipotesi Delrio è stata rilanciata oggi anche dal Tg3, che ha mandato in onda le immagini di un Graziano corrucciato. E se Renzi proprio non riuscisse a smuoverlo, la carta di riserva sarebbe il ministro del lavoro Poletti o in ultimissima istanza il sindaco di Imola, che si era già fatto avanti. Prodi e Pierluigi Bersani hanno smentito ogni interessamento.

Comunque il pastrocchio emiliano ha gettato nel caos il Pd nazionale, che non è certo un fulgido esempio di unità: il premier-segretario ha dovuto rinviare a domani la direzione in programma oggi.

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BONACCINI: VADO AVANTI

“Ero sereno prima, e sono ancora più sereno adesso. Perché penso che abbiamo potuto dare spiegazioni per qualsiasi eventuale addebito”. L’ha detto Stefano Bonaccini dopo essere stato in Procura di Bologna. Ha aggiunto di essere “determinato a proseguire perché so come mi sono sempre comportato in questi anni”. Bonaccini sarebbe indagato per spese (cene, spostamenti etc.) per 4mila euro ritenute indebite.

INDAGATI TUTTI I CAPIGRUPPO

Riguarda tutti i gruppi dell’assemblea legislativa l’indagine per peculato sulle spese dei consiglieri dell’Emilia-Romagna. Da ottobre 2013 risultano indagati tutti i capigruppo (Pd, Pdl, Udc, M5S, Ln, Sel-Verdi), Idv, Misto e Fds). Oltre a loro e agli 8 Pd di cui si è saputo ieri, nuove iscrizioni riguardano anche altri.

GRILLO: MA CE L’AVETE UNO NON INDAGATO?

“Ma un candidato non indagato e sconosciuto alle procure non ce l’avete?”. Beppe Grillo si rivolge al Pd ed ironizza sulle inchieste che coinvolgono Matteo Richetti e Stefano Bonaccini. Entrambi erano in corsa alle primarie del Pd per scegliere il candidato dem alla guida della Regione.

“L’ex presidente Pd della Regione Emilia Romagna Vasco Errani – si legge sul blog del leader del M5S – si è dimesso dopo la condanna per falso ideologico nell’ambito del processo relativo al finanziamento da 1 milione di euro alla coop agricola Terremerse presieduta nel 2006 dal fratello Giovanni. Le sue dimissioni hanno causato le elezioni anticipate che si svolgeranno il 23 novembre”.

“A queste elezioni il Pd ha prima annunciato le primarie tra Richetti (attualmente deputato) e Bonaccini. Adesso entrambi sono indagati per peculato nelle inchieste sulle spese pazze dei consiglieri regionali in Emilia Romagna. Il primo (per ordine di scuderia o per pudore?) si è ritirato, l’altro (l’indagato preferito?) no. La logica è semplice: sostituire un condannato con un indagato e lasciare che il tempo faccia la sua parte, sulla pelle dei cittadini. Ma un candidato non indagato e sconosciuto alle procure non ce l’avete?”.

IL CODACONS EMILIA-ROMAGNA SI COSTITUISCE NEL PROCEDIMENTO COME PERSONA OFFESA

Il Codacons, che ha specifici scopi statutari che prevedono la tutela della trasparenza, del buon andamento e della corretta gestione dell’Amministrazione ed è costantemente impegnato per il perseguimento di tali fini, sia mediante azioni giudiziarie sia mediante iniziative volte alla prevenzione e al ristoro dei danni rispetto a condotte illecite che possano ledere o mettere in pericolo i diritti e gli interessi dei medesimi, non poteva non costituirsi quale persona offesa nel procedimento penale relativo a tutta una serie di spese ingiustificate che, in base a quanto trapelato dalle notizie pubblicate dagli organi di stampa, configurerebbero, tra gli altri, il reato di peculato per importi prossimi ai 5 milioni di euro.

Non è la prima volta che al Codacons viene riconosciuta la legittimazione ad essere parte offesa e poi parte civile in sede processuale, ovvero in procedimenti aventi ad oggetto reati commessi da esponenti politici nell’esercizio delle loro funzioni all’interno degli organi elettivi / rappresentativi dei cittadini, state il costante impegno posto in essere dall’associazione con dispendio risorse umane e patrimoniali nella lotta contro la mancanza di trasparenza dell’operato della pubblica amministrazione e degli organi rappresentativi o di singoli componenti delle assemblee elettive, anche quando tali comportamenti determinavano poi fatti penalmente rilevanti a danno della collettività”.

(Dal Codacons Emilia-Romagna)

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2 risposte a Un piano G per il Pd nel caos. Renzi vuole Delrio governatore emiliano

  1. Nadia Borghi Rispondi

    11/09/2014 alle 08:45

    mah, Balzani è un grillino mascherato da PD,gli altri sono indagati, Delrio ha distrutto Reggio e ci metterebbe poco a fare altrettanto in regione,Poletti è un sindacalista ed è già detto tutto; siamo allo sfacelo totale e se non torna una vera opposizione siamo fritti.

  2. carlo Rispondi

    12/09/2014 alle 03:01

    Perchè no Balzani? E’ un uomo di cultura, docente universitario, è intellettualmente libero e non uno di apparato di partito, è stato sindaco di Forlì con successo e mi sembra che possa effettivamente rappresentare il nuovo, dando una svolta alla nostra Regione, rompendo l’apparato e la lobby storica del PD.
    Mi stupisce che, come avvenne a Forlì, abbia contro l’apparato di partito. Anzi forse è un segno positivo e mi sembra perciò
    il candidato giusto.
    Carlo Baldi

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