Mafie: il Pd isola il sindaco Coffrini, ma non prende provvedimenti

24/9/2014 – “Facciamo nostre le parole di Peppino Impastato: la mafia è una montagna di merda”. Così l’assemblea dei sindaci PD di ieri pomeriggio ha voluto prendere le distanze nel modo più chiaro possibile dal sindaco di Brescello Maurizio Coffrini che aveva detto alla web tv Corto Circuito che Francesco Grande Aracri, fratello del boss Nicolino, reggente del clan cutrese-reggiano e condannato in via definitiva per associazione mafiosa, è “persona composta e educata”. Inoltre aveva detto che “la mafia a Brescello è un leit motiv”.

L’assemblea di ieri è stata convulsa, anche con toni accesi. In diversi hanno chiesto le dimissioni di Coffrini (“Troppa distanza tra noi e lui”) ma il comunicato finale diffuso in serata chiarisce che il Pd non può deferirlo agli organi disciplinari perché Coffrini non è iscritto al partito.

I sindaci chiedono la convocazione del Comitato per l’ordine pubblico e si dichiarano pronti anche a utilizzare sistemi “non convenzionali” per contrastare il crimine organizzato. Di certo la vicenda non finisce qui, e non finisce qui neppure quella di Montecchio.

C’è urgenza di verifiche e di pulizie nelle amministrazioni. Troppo spesso sono stati chiusi gli occhi e si è taciuto (emblematico il caso di Fabbrico), e ora il conto è arrivato. Il Pd reggiano, ora, teme di diventare un caso nazionale negativo.

IL COMUNICATO DEL PD

“L’assemblea dei sindaci del Pd di Reggio Emilia prende nettamente le distanze dalle dichiarazioni su Grande Aracri rilasciate dal sindaco di Brescello, Marcello Coffrini, ribadisce come sia un imperativo la lotta, quotidiana e concreta, alle infiltrazioni mafiose nel tessuto reggiano. Facciamo nostre le parole di Peppino Impastato: “la mafia è una montagna di merda”, e in base a questo principio uniformiamo i nostri comportamenti individuali.

I sindaci del Pd non stringono la mano, non frequentano, non incontrano, non ricevono mafiosi. Ogni nostra azione deve essere tesa a non legittimare, non includere, non integrare nelle nostre comunità mafiosi o loro complici.

Dal punto di vista amministrativo molto lavoro è stato fatto grazie alla spinta e alla collaborazione delle istituzioni, in primis della Prefettura di Reggio Emilia e delle forze dell’ordine e della magistratura. Rinnoviamo la nostra disponibilità ad individuare metodi anche non convenzionali per contrastare ogni possibile infiltrazione.

Riteniamo utile estendere sempre di più l’uso di white list, interdittive antimafia e ci dichiariamo fin da oggi disponibili a compiere un nuovo percorso con le altre istituzioni, forti dei risultati comunque già acquisiti. La mafia va combattuta quotidianamente con atti amministrativi, civici e percorsi culturali.

Brescello deve continuare ad essere conosciuta per don Camillo
e Peppone, la sua comunità che si compone di moltissime brave ed oneste persone deve avere l’opportunità di prendere con forza le distanze da quei soggetti che ne inquinano il tessuto.

Per questo riteniamo opportuna una immediata convocazione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico. Nonostante l’errore esplicitamente ammesso dal sindaco Coffrini, l’odierna discussione ha segnato una chiara differenza di valutazioni sulla gravità delle dichiarazioni da lui stesso rilasciate rispetto al sentire comune del resto dell’assemblea.

Auspichiamo che l’esito di questo confronto induca a compiere i passi pubblici necessari per generare un chiarimento nei confronti di tutta la comunità di Brescello. Per quanto attiene ad eventuali provvedimenti relativi al partito non può esserci deferimento alle autorità di garanzia in quanto il sindaco Coffrini non è iscritto al Pd”.

L’Assemblea dei sindaci del PD

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *