L’omaggio di Reggio a Gino Badini. In centinaia al convegno in memoria dello storico reggiano

29/9/2014Un video di diciotto minuti con le testimonianze degli amici e dei principali protagonisti del mondo istituzionale e culturale reggiano, a cominciare dal prefetto antimafia Antonella De Miro, ha aperto il convegno all’Aula Magna di Unimore, a Reggio Emilia, che sabato 27 settembre ha celebrato il ricordo del professor Gino Badini a un anno dalla sua scomparsa. Centinaia le persone che hanno voluto rendere omaggio, affollando l’aula magna dell’università, in viale Allegri.

Accanto alla moglie Deanna e ai figli Elena e Paolo si sono stretti gli amici di una vita e quanti hanno collaborato con lui, facendo tesoro della sua straordinaria cultura sempre messa, con l’umiltà della competenza, al servizio della città e delle numerose associazioni culturali che oggi hanno voluto così rendergli un doveroso omaggio.

Direttore dell’Archivio di Stato e presidente della Deputazione reggiana di Storia Patria, Gino Badini è stato avvocato, giornalista, fine studioso, ufficiale di complemento dell’Arma dei Carabinieri, ma soprattutto un eminente uomo di cultura, un grande reggiano e un amico di tanti.

Protagonista ed interprete della vita sociale e culturale reggiana, il professor Badini oggi è rivissuto nel ricordo del magnifico rettore dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Angelo Oreste Andrisano che ha portato i saluti per conto dei ventisette club service e associazioni che hanno partecipato all’iniziativa, del sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, del vice prefetto vicario reggente, Adriana Cogode, del presidente della Provincia di Reggio Emilia, Sonia Masini, del comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Emilia, colonnello Paolo Zito, e del direttore dell’Archivio di Stato di Reggio Emilia, Paola Meschini.

Le relazioni di Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, sull’attività giornalistica oggi (che ha lanciato un vivo allarme sullo stato della professione, con la condizione di precariato selvaggio in cui sono costretti a lavorare, quando lavorano, migliaia e migliaia di giornalisti) e di Elio Tavilla, ordinario di storia del Diritto medioevale e moderno dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, sulla storia della civiltà costituzionale italiana dalla Cispadana del 1797 alla Repubblicana del 1948, e le conclusioni del Governatore Distretto Rotary 2072 Ferdinando Del Sante, hanno completato la giornata. Ha coordinato i lavori Corrado Guerra, direttore di Prima Pagina.

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