Rumeno va in Questura a riprendersi lo smartphone rubato, ma esce in manette per una vecchia condanna

3/9/2014 – È il caso di dire che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. È andata proprio male al rumeno Borgman Ilut: la polizia gli ha recuperato lo smartphone nuovo di zecca, rubato da un tunisino, lui è andato in Questura per la restituzione ma è uscito in manette, destinazione il carcere della Pulce, per un vecchio furto perpetrato a Massa.

Tutto è cominciato lunedì pomeriggio quando una volante durante i controlli in zona stazione, in via Vecchi ha identificato il tunisino A.M di 37 anni, che sfoggiava uno smartphone di nuova generazione. La circostanza ha insospettito i poliziotti, che hanno provato a chiamare alcuni numeri della rubrica. Una persona ha risposto spiegando che il cellulare era di un suo amico rumeno, al quale era stato rubato giorni prima.

In Questura i poliziotti hanno accertato che sia il telefono sia la Sim card erano intestati effettivamente al rumeno Borgman Ilut. Così hanno chiamato il proprietario dandogli appuntamento in Questura per la formalizzazione della denuncia e la restituzione dello smartphone.

Stamattina il derubato è entrato tutto contento negli uffici di via Dante, ma al momento della verifica dei dati anagrafici è saltato fuori che Ilut doveva scontare la pena di due mesi di carcere comminata dalla Corte d’Appello di Genova per un furto compiuto a Massa nell’ormai lontano 2007.

Così il rumeno è stato tradotto in carcere, mentre il tunisino e stato denunciato a piede libero per furto aggravato.

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