Iren, ciclone in atto: vertice dei sindaci per cambiare l’a.d. De Sanctis. E Andrea Viero fa rotta verso Roma

di Pierluigi Ghiggini

1/9/2014 – Una volta tanto le previsioni metereologiche hanno visto giusto. Tira aria di temporali da oggi a mercoledì, e forse nei giorni successivi, quanto meno ai piani alti di Iren.Per la giornata di mercoledì 3 settembre, rivela il giornale online Lo Spiffero, è convocato un vertice riservato tra i sindaci di Torino, Genova e Reggio Emilia per decidere in prima battuta sul nome del nuovo amministratore delegato di Iren, destinato a sostituire Nicola De Sanctis.

I primi cittadini, compreso Luca Vecchi, sarebbero già in possesso di un dossier preparato dal sindaco di Genova Marco Doria sui possibili papabili.

Ma in quella sede è possibile, anzi quasi certa, una prima discussione su nuove fusioni finalizzate alla nascita della super-multiutility del Nord basata sul nucleo forte Iren-A2A.

Il fischio d’inizio della partita lo ha dato il presidente dell’Anci Piero Fassino al Meeting dell’amicizia di Rimini: “Il tema è quello della polverizzazione, perché in Italia esistono 4 big che operano nell’energia, 30 società medie e centinaia di società piccolissime”.

Con queste parole Fassino ha rilanciato il pensiero di Renzi, che spinge verso aggregazioni tra le multiutility per aumentare l’efficienza del sistema e diminuire i costi. Il problema è che la diminuzione dei costi non è affatto garantita, e lo ha dimostrato la fusione di Iren, mentre sarebbe certa la fusione di masse enormi di debiti: la sola Iren porterebbe in dote 2 mila 242 milioni di euro di esposizioni con le banche, nel paniere di una eventuale multiutility del Nord. Senza contare che nelle regioni più sviluppate si andrebbe a un sostanziale monopolio nella distribuzione del gas.

Anche la partita relativa a Andrea Viero appare come un tassello importante di questo puzzle: si sa che il vicepresidente, uomo di fiducia di Graziano Delrio ma in rapporti non propriamente idilliaci con alcuni colleghi del board Iren, è destinato a un incarico (prestigioso) di nomina governativa. Viero è considerato il più accreditato a guidare il fondo di intervento voluto dal governo Renzi-Delrio per guidare il processo di aggregazione delle partecipate degli enti locali. Anche di questo (di strategie, soprattutto, ma anche di Viero) parleranno Fassino, Marco Doria e Vecchi (e forze Pizzarotti) nel vertice informale, e perciò più decisivo di altri, convocato il 3 settembre.

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DOPO LA SEMESTRALE, KEPLER CHEUVREUX MIGLIORA IL RATING DELLE AZIONI IREN

1/9/2014 – Dopo la diffusione dei risultati semestrali, oggi gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno migliorato il giudizio su Iren, portandolo da “Reduce” (ridurre) a “Hold” (mantenere).
Alle 16,15 a Piazza Affari il titolo Iren era quotato a 1,076, con un aumento dello 0,09%. (p.l.g.)

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FANTUZZI: “SEMESTRALE IREN, FOTO DI UN DISASTRO CHE PAGHEREMO NOI”

Nonostante le rassicurazioni di facciata del management, la situazione del gruppo che emerge dalla semestrale resta drammatica.
Il fatturato tipico non è calato del 14.9%, come si afferma in relazione, ma del 19,1%, con un emblematico -22,7% su mercato (energia e gas); nessun consistente miglioramento dei risultati operativi, anzi: il margine operativo netto si è ridotto ed è salvato soprattutto dal settore idrico (dove peraltro non dovrebbe esserci profitto…), il comparto col maggior margine percentuale e in costante crescita, anche a causa di tariffe ormai fuori controllo (+50% in meno di 5 anni).
Pessimi i dati sull’indebitamento: oltre alla risalita del dato puntuale al 30/6 (2.242 milioni), gli oneri finanziari, nonostante il calo dei tassi e le emissioni di bond, sono passati da 2,1% a 3,4%: dunque, il sospetto che il sistema bancario cominci ad avere dubbi su iren è piuttosto fondato. La liquidità secca, pur in leggero miglioramento, resta ben al sotto del livello di guardia e conferma lo stato di insolvenza tecnica del gruppo già rilevato nel bilancio 2013.
Una chiosa sul recente ennesimo aumento della bolletta, che 
conferma la tariffa di Reggio come la più cara in regione.
Iren ricorda che le tariffe sono stabilite da ATERSIR: ma chi compone ATERSIR? Gli stessi sindaci tupamaros che due settimane fa si lamentavano dei compensi troppo alti. Se non fosse una tragedia per i nostri portafogli, sarebbe una farsa.
Ecco perchè Iren non vuole rinunciare al servizio idrico, unica ciambella di salvataggio al disastro targato Delrio.

(Francesco Fantuzzi, “Un’altra Reggio”)

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