Iren, i sindaci Pd vendono azioni. Nasce il fronte reggiano contro Fassino e la maxi-fusione con A2A

11/9/2014 – I sindaci del Reggiano hanno deciso di fare sul serio. Naturalmente non ci sono annunci ufficiali, ma di fatto si sta formando una fronda degli azionisti pubblici contro la strategia di Iren che, pur gravata da 2 miliardi 242 milioni, punta verso la fusione con A2A di Milano.

Il segnale lo ha dato il sindaco di Reggio Luca Vecchi che, dopo il vertice con i sindaci di Milano e di Genova, ha twittato perentorio: “No a una maxi-fusione”.

Il comunicato diffuso dopo l’incontro, e scritto materialmente da Piero Fassino, conteneva un riferimento piuttosto esplicito a un percorso verso la multiutility del Nord, ma Luca Vecchi lo ha contestato apertamente, facendo sapere col tweet che Reggio è contraria.

Il giorno dopo, casualmente, Iren ha annunciato la rottura delle trattative con Unieco per la nascita di un nuovo polo ambientale (mossa, fra l’altro, giudicata negativamente in un report di banca Akros).

Dopo qualche giorno, il sindaco di Cavriago Burani ha annunciato la vendita di mezzo milione di azioni Iren non sindacate (misura contenuta nel bilancio di previsione del Comune).

È di queste ore , infine, la notizia clamorosa dell’uscita del Comune di Castellarano dal patto di sindacato di Iren. Il comune in dissesto detiene 1 milione 874 mila 728 azioni, per un valore di poco superiore ai 2 milioni di euro.

“Vogliamo tenerci le mani libere – ha spiegato il sindaco Gian Luca Rivi – per decide autonomamente se vendere le azioni Iren o no”. Anche a Castellarano, il problema è far quadrare il bilancio, ma non solo. Sottolinea Rivi: “Volevamo un cambiamento di strategia, ma non c’è stato”.

Altri comuni, a questo punto, potrebbero decidere di denunciare il patto e, dicevamo, non solo per far fronte ai problemi finanziari. Viene giudicata negativamente la nuova forzatura operata da Fassino, che al forum di Cernobbio ha rilanciato l’idea della multiutlity, invitando i sindaci – evidente il riferimento a Reggio – a sostenere il progetto”.

Il sindaco di Torino ha incassato il sì di Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, secondo cui il dossier Iren-A2A va esaminato “senza tabù né pregiudizi” e “i due cda dovrebbero cominciare a incontrarsi”.

La replica di Vecchi è stata secca: “Sulla multiutility – ha ribadito – Reggio non è d’accordo”.

Di certo gli emiliani verrebbero emarginati in un accordo a tripla tenaglia tra
Torino, Genova e Milano, ma questo non basta a spiegare il duro scontro che si è aperto all’interno del Pd.

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