Il vescovo di Imola: “Islamici, condannate l’Isis o andatevene”. A Reggio colletta per i cristiani perseguitati

7/9/2014 – “Nessuno vuole nemici in casa. Gli islamici condannino con chiarezza persecuzioni e crudeltà, altrimenti abbiano il coraggio di andarsene”.

Si è levata alta e forte la voce del vescovo di Imola monsignor Tommaso Ghirelli di fronte agli orrori perpetrati dall’Isis, alla tiepidezza dell’Islam italiano, all’annidarsi di cellule terroristiche pronte a portare la guerra di religione in Europa.

Partendo dal “dovere di proteggere la vita e la libertà delle persone” il Vescovo di Imola Tommaso Ghirelli, in una lettera pubblicata sul settimanale diocesano Il Nuovo Diario Messaggero, chiede agli islamici “presenti tra noi” di prendere posizione contro persecuzioni e atti di crudeltà in certe aree del mondo: “Altrimenti dovrebbero avere il coraggio
di allontanarsi dalle nostre terre, perché nessuno vuole avere nemici in casa”.

Al momento nessuna presa di posizione della Comunità islamica, mentre la lettera ha suscitato scalpore e consensi in tutta Italia.

Intanto a Reggio continua l’impegno dei movimenti ecclesiali a fianco dei cristiani perseguitati In Iraq. Oggi è la giornata della raccolta fondi promossa da Cl, Focolarini, Azione cattolica e Familiaris Consortio per gli aiuti da inviare al patriarca caldeo, sotto la spinta dell’appello lanciato dal
vescovo di Reggio Emilia.

Monsignor Camisasca ha invitato tutti, non solo i cattolici, a unirsi nella preghiera e nella solidarietà con i cristiani perseguitati, umiliati e spogliati di tutto a causa della fede. Appello rivolto anche alle comunità islamiche di Reggio, dalle quali però non è arrivata alcuna risposta.

Preoccupa intanto la scoperta nel reggiano di diverse moschee “abusive” nel senso di non autorizzate o non notificate alle autorità: il problema è stato portato alla luce da un’inchiesta del quotidiano Prima Pagina, e ora diversi comuni, che hanno dormito a lungo pur a conoscenza genericamente della situazione, hanno disposto controlli.

Si teme che su di esse e sulle predicazioni degli imam possano esercitare un condizionamento organizzazioni fondamentaliste filo-Isis. Non sarebbe la prima volta che avviene a Reggio. Non si sa quali siano le valutazioni della Procura in proposito.

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