Grande Aracri e il sindaco di Brescello: terremoto nel Pd. Andrea Costa furioso, dimissioni di Coffrini?

22/9/2014 – Sconcerto, imbarazzo e nervi a fior di pelle nel Pd reggiano dopo la dichiarazione registrata nella videoinchiesta di “Cortocircuito”, in cui il sindaco di Brescello Marcello Coffrini ha affermato che Francesco Grande Aracri, condannato in via definitiva per associazione mafiosa, è “persona composta e educata” e che “la mafia a Brescello è un leit motiv”.

Ieri pomeriggio ha preso posizione il segretario provinciale dem, Andrea Costa, condannando le parole di Coffrini, annunciando la convocazione di tutti i sindaci del Reggiano, e invitando tutti a “rialzare l’asticella fra ciò che ci sconcerta e quello che non ci meraviglia”.

Per Costa “è bene difendere la comunità brescellese, ma bisogna prendere enormi distanze da Grande Aracri: i nostri amministratori non stringono la mano a un condannato per mafia, non lo salutano, non lo frequentano… Chi vuol essere parte della comunità del Pd deve rispettare certe regole”. Evidente l’invito a Coffrini a farsi da parte.

Tuttavia anche Andrea Costa “slitta in curva”: invita le Istituzioni a “non delegittimarsi a vicenda” perché “magistratura e sindaci devono collaborare”. È un messaggio al presidente del Tribunale Francesco Caruso per le sue dichirazioni? Una sorta di invito a non disturbare i sindaci del Pd, ad andarci piano con eventuali indagini? Ma Andrea Costa dovrebbe sapere che non possono esserci, almeno sulla carta, cittadini più eguali degli altri.

(p.l.g.)

***

L’INTERVENTO DEL SEGRETARIO PROVINCIALE DEL PD ANDREA COSTA

Partiamo da quello che deve fare e da quello che non deve fare un sindaco del Pd: i nostri amministratori non stringono la mano ad un condannato per mafia, non lo salutano, non lo frequentano; i sindaci e gli amministratori Pd devono avere un forte senso etico, devono avere ben chiaro che ci sono comportamenti leciti ma non opportuni e, quindi, devono sempre avere molto forti alcuni principi. Noi stringiamo la mano a Ignazio Cutrò, un testimone di giustizia che è venuto a trovarci anche a FestaReggio, non a Grande Aracri.

E in ambito amministrativo, rivendicando il tanto lavoro fatto in questi anni dai sindaci Pd in sinergia e grazie alla spinta fondamentale della Prefettura e della Provincia, dobbiamo chiudere ogni spazio alle mafie utilizzando tutti gli strumenti a disposizione: white list che raccolgono le imprese già in possesso di certificati antimafia, gare non al massimo
ribasso ma redatte secondo altri criteri, un dialogo costante con le Prefetture, antenne diritte di fronte a presenze che si insediano nei nostri territori o a richieste di apertura di nuove attività economiche.

I protocolli antimafia che abbiamo sottoscritto insieme alla Prefettura sono stati importantissimi, proseguiamo su quella strada. Dico anche che le Istituzioni non devono delegittimarsi a vicenda, ma lavorare insieme per essere più efficaci: magistratura, forze dell’ordine, Prefetture, sindaci, amministratori vari, per me stanno dalla stessa parte.

In queste ore registro un profondo sconcerto tra i sindaci, gli amministratori e gli iscritti del Partito Democratico per quanto emerso dal documentario di Cortocircuito in particolare su Brescello: credo indispensabile affrontare rapidamente la questione in modo trasparente e per questo in convocherò i sindaci reggiani al fine di ridefinire insieme quei principi fondamentali per cui facciamo politica. Giusto difendere la comunità brescellese ed evitare etichette ingiuste, ma intanto si devono prendere enormi distanze da Grande Aracri. Certe presenze vanno isolate nelle nostre comunità.

Anni di impegno sul territorio per la legalità e l’uguaglianza dei cittadini vanno custoditi e difesi scavando un fossato deciso tra la mafia e la politica che rappresentiamo. Se il PD è dotato di un codice etico è perché non solo nel “penalmente perseguibile” stanno potenziali errori, ma perché ci sono comportamenti e valutazioni individuali che tali non possono essere in realtà considerati. Confido in un chiarimento: chi vuole essere parte della
comunità del PD deve rispettare certe regole che ci aiutino ad essere “diversi” da ciò che combattiamo.

A questo proposito aggiungo che c’è un tema culturale che non va sottovalutato: dobbiamo rialzare l’asticella che definisce quello che ci sconcerta rispetto a quello che ci lascia indifferenti, vale per certe presenze ma anche per certi comportamenti. Noi dobbiamo alzarci in piedi e gridare la nostra disapprovazione davanti agli atteggiamenti mafiosi come davanti ai cori xenofobi, il Pd non può cadere nell’indifferenza”.

Andrea Costa, segretario provinciale PD Reggio Emilia

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *