FestaReggio, fuochi d’artificio per il ministro Lanzetta. Orlando: la paralisi dei processi civili ci costa un punto di Pil

3/9/2014 – Fuochi d’artificio per il ministro Lanzetta al Campovolo. Alle 22 di stasera, mercoledì, la festa Pd del Campovolo offre lo spettacolo “Fuoco & Fiamme”, fuochi danzanti sotto le stelle, spettacolo piromusicale a cura di Pyro Italy.

Naturalmente è un caso, ma lo spettacolo coincide con l’arrivo del ministro degli affari regionali e delle autonomie Carmela che sarà intervistata da Jacopo della Porta sul tema “Nuove Province e Unioni di Comuni nella riforma dello Stato”. Intervengono il deputato reggiano del Pd Paolo Gandolfi e il sindaco di Sant’Ilario d’Enza Marcello Moretti. Ore 21, tenda centrale. Alla Piña Colada l’intramontabile Vittorio Bonetti.

IL MINISTRO ORLANDO: LA PARALISI DEI PROCESSI CIVILI CI COSTA UN PUNTO DI PIL. RESPONSABILITÀ DEI MAGISTRATI SÌ, MA CON GIUDIZIO

“La giustizia civile è entrata al centro della discussione politica. La lunghezza dei processi civili è tale per cui causa la perdita di un punto di Pil ed in Italia abbiamo 3 volte e mezzo il contenzioso della Germania, che ha una ventina di milioni di abitanti in più. Non è possibile aspettare 7 od 8 anni per ottenere ragione di un credito, e la legalità si difende anche attraverso il processo civile. Come Governo, abbiamo affrontato questo tema attraverso il ricorso alla decretazione, cosa che non abbiamo potuto fare per il processo penale, in ossequio al disposto costituzionale”.

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, ospite ieri sera della tenda dibattiti di Festa Reggio per parlare dello spinoso tema della giustizia nel nostro paese, stimolato dalle domande del giornalista Pierluigi Senatore, ha illustrato i capisaldi della riforma proposta dall’esecutivo.

“Il potenziamento del tribunale delle imprese e l’unificazione delle sparse competenze sulla famiglia sono dei punti di partenza. Ci sono buone speranze perché possano essere al più presto approvati anche la riforma del processo penale e la depenalizzazione di alcuni reati”, ha proseguito il ministro.

Che ha anche fatto un accenno alla responsabilità civile dei magistrati: “Così come funziona ora, la responsabilità civile dei giudici non va bene all’Europa. Si devono usare buon senso ed equilibrio, e sono certo che di fronte ad una responsabilità civile connessa ad una colpa grave causata da una negligenza censurabile, nessuno possa eccepire che si tenti di condizionare la magistratura”.

Per Giulio Terzi, avvocato e presidente della Fondazione Giustizia di Reggio Emilia, occorre legiferare “ non con interventi di emergenza, ma con riforme organiche, valorizzando il ruolo dell’avvocato nel processo con la conciliazione assistita e l’arbitrato. Sarebbe importante che venissero individuati strumenti utili come il ricorso a detrazioni fiscali per chi vi aderisca”. A suo parere, l’incremento del contenzioso è stato anche determinato dalla “caduta dei valori, che ha portato ad una certa irresponsabilità delle condotte, mentre i ritardi nelle tempistiche sono anche determinate dalla mancanza di mezzi dell’apparato giudiziario”.

Il parlamentare Maino Marchi, dopo un ricordo di Antonio Soda, prima magistrato, poi deputato ed infine avvocato, ha illustrato l’attività parlamentare dell’ultimo anno. “Sono state approvate sette leggi sulla giustizia, dalla violenza di genere al superamento degli opg, e ci sono le condizioni per l’approvazione in tempi brevi del decreto sulla giustizia civile, del disegno di legge sulla giustizia penale e della normativa sull’autoriciclaggio”.

Inevitabile un riferimento anche alla lotta alla criminalità organizzata: “La mafia riguarda il nostro paese nella sua integrità. L’attuale crisi di liquidità delle imprese ha determinato le condizioni ottimali per le infiltrazioni mafiose. Fondamentali sono i tempi dei pagamenti della pubblica amministrazione e la riduzione del ricorso al massimo ribasso negli appalti. E’ stato tolto il segreto di stato ed auspico che sia al più presto in discussione la legge sul reato di depistaggio”.

Nessun cenno autocritico, alle responsabilità della politica e degli enti locali nella penetrazione delle mafie nel territorio reggiano.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *