False identità: napoletano di Reggio truffa 12 iPad alla Vodafone, ma finisce in manette

25/9/2014 – Ecco un altro caso di truffa elettronica in grande stile. Grazie ad identità appositamente clonate e a coordinate bancarie inesistenti stipulava contratti online con la società telefonica Vodafone che prevedevano contratti con la possibilità di acquistare ratealmente iPad.

La presenza di uno stesso numero di cellulare dietro le stipule dei contratti ha messo in preallarme il servizio sicurezza della società telefonica, che ha segnalato l’incongruenza ai Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Reggio Emilia, che hanno scoperto come dietro a quei contratti si celasse una maxi truffa ai danni della Vodafone.

Con l’accusa di truffa aggravata i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Reggio Emilia hanno arrestato Antonio Facciuti, 49 anni, residente a Napoli, ora in cella alla Pulce a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia.

Secondo le risultanze investigative dei Carabinieri reggiani l’uomo finito in manette grazie a false identità era riuscito a stipulare vari contratti acquistando ratealmente 12 iPad la cui consegna veniva concordata direttamente dal truffatore contattato dalla ditta di spedizione che non riusciva a effettuare le consegne agli indirizzi fittizi forniti all’atto della stipula del contratto.

I Carabinieri, che stavano seguendo il tracciamento della spedizione di 12 iPad, nella tarda mattinata di ieri in Via Einaudi a Reggio Emilia hanno assistito alla consegna degli iPad e hanno bloccato il truffatore.

E mentre i tablet venivano restituiti alla Vodafone, alla luce della flagranza di reato è finito in manette con l’accusa di truffa aggravata. Nella sua disponibilità il cellulare con l’utenza fornita per la stipula dei contratti mentre nella sua abitazione reggiana i militari hanno trovato nell’immondizia le fotocopie di patenti di guida intestate ad altre persone, ma corrispondenti a quelle utilizzate dall’arrestato per la stipula online dei contratti per gli iPad.

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Una risposta a 1

  1. Nadia Borghi Rispondi

    26/09/2014 alle 08:49

    Siamo ad inizio maggio 2014 e mi ritrovo sul telefono un Sms di Vodafone dove vengo informata di una consegna a mio nome e tramite corriere di materiale riguardante tablet, scheda dati ed eventuale contratto presso un indirizzo di Brescello a me del tutto sconosciuto.
    Telefono a Vodafone e un’operatrice sostiene di essere in possesso di telefonata registrata dove, con tanto di dati riguardanti la mia persona, viene stipulato regolare contratto con preghiera di inviare il materiale a Brescello perché è intenzione del sottoscrittore fare un regalo alla figlia (che tra l’altro io no ho).
    Ci accordiamo per annullare il contratto da me e da nessun altro della mia famiglia richiesto e pare sia finita la storia; mi disturba però pensare che qualcuno abbia rubato la mia identità e allora, su consiglio della Polizia Postale che mi dice di non poter procedere se non in possesso di materiale, chiedo a Vodafone di inviarmi il file audio della registrazione del contratto, ma dopo un mese di attesa ricevo una telefonata da Vodafone dove mi viene comunicato di essere impossibilitati ad inviarmi il file essendo esso deteriorato; a nulla vale la mia insistenza nel pretenderlo e anzi mi viene recapitato un fax dove mi si informa di non avere nessuna registrazione in merito.
    Dopo poco ricevo una fattura bimestrale riguardante la quota traffico e abbonamento del materiale inviato a maggio, e allora su consiglio del mio avvocato vado in Questura e denuncio il tutto anche perché la fattura è addebitata su una carta di credito di una banca di cui non mi sono mai servita.
    Espongo regolare denuncia, la mando al mio avvocato che scrive a Vodafone sostenendo la mia totale irresponsabilità riguardo a suddetto contratto.
    Pochi giorni fa ricevo una seconda fattura, dello stesso importo della precedente, e sempre addebitata sulla stessa carta di credito; telefono a Vodafone e mi viene chiesto di reinviare la denuncia fatta alla Questura con relativa richiesta di disconoscimento del numero di telefono presente sulla bolletta; l’operatore mi ha pure tranquillizzato rassicurandomi che le fatture (la prima e la seconda) sono state regolarmente pagate, e mi ha pure detto che in caso di accettazione di disconoscimento del numero a mio carico sarò regolarmente risarcita della cifra totale; forse siamo ancora punto e a capo perché io non so chi abbia pagato queste bollette ma la cosa che più mi preoccupa è perché non mi si vuole inviare il file della registrazione del contratto dove, e lo so di certo, quando si stipula un contratto viene richiesto anche un numero di documento personale, e allora mi domando: l’operatore che ha stipulato il contratto lo ha chiesto a chi fungeva le mie veci? Oppure ci sono modi oscuri per stipulare contratti falsi? O ancora peggio, siamo sicuri di avere a che fare con operatori onesti al momento di stipula contratti davvero richiesti? Mille sono le domande che mi sto ponendo ma sta di fatto che tutt’ora sono titolare di scheda dati non richiesta in uso a chi non so che però paga regolarmente ed in anticipo le bollette con carta di credito a me del tutto sconosciuta.
    La mia esperienza con Vodafone di cui sono cliente da tanti anni è assolutamente negativa anche perché mi sto accorgendo che ho posto la mia fiducia in un operatore che sta letteralmente prendendo in giro, giocando a rimpiattino i suoi clienti che hanno sempre pagato puntualmente quanto richiesto.

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