Elezioni provincia, la montagna presa a schiaffi. Il Pd fa fuori candidato “civico”, protestano dieci sindaci

27/9/2014 – I sindaci della montagna sono sul piede di guerra perché il Pd non ha inserito, come invece era stato concordato, un sindaco “civico” nella lista per l’elezione del consiglio provinciale (che come è noto per la prima volta nella storia dell’Italia unita, eccezion fatta per il periodo fascista, non viene più eletto dal popolo ma dai membri del consiglio comunale).

In conseguenza di un meccanismo elettorale assurdo, per cui il voto di consigliere di Reggio capoluogo conta dieci-dodici volte di più di quello di un piccolo comune, la montagna reggiana, che conta per un terzo del territorio provinciale, avrà se va bene un consigliere su dodici.

Un documento di protesta, primo firmatario il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, è stato sottoscritto da dieci sindaci: oltre a Bini, Daniela Pedrini, Tiziano Borghi, Paolo Bargiacchi, Giorgio Pregheffi, Martino Dolci, Vincenzo Volpi, Fabio Ruffini, Luigi Fiocchi. Nonostante lo schiaffo, però, annunciano che voteranno comunque per Giammaria Manghi come presidente della Provincia.

IL DOCUMENTO DEI DIECI SINDACI

I dieci sindaci dell’Unione dei Comuni dell’Appennino reggiano esprimono profondo rammarico per il mancato inserimento di un sindaco di lista civica all’interno della lista dei candidati PD al consiglio provinciale come concordato con i primi cittadini di Viano, Carpineti e Villa Minozzo. Infatti, oltre a disattende un accordo assunto con le tre amministrazioni civiche, tale decisione riduce della metà la possibilità che la nostra montagna venga rappresentata negli organi decisionali della Provincia. I sindaci dell’Unione stigmatizzano inoltre il mezzo stampa con il quale le tre amministrazioni civiche hanno ricevuto tale comunicazione.

Il frutto più amaro di questa scelta politica è che la nostra montagna, malgrado copra un terzo del territorio provinciale e nonostante conti forti peculiarità come il Parco, i paesaggi, i luoghi storici e altrettante fragilità come frane, cave, discariche, sarà rappresentata da un solo esponente montanaro su un totale di dodici eletti. In questo modo le future scelte dell’amministrazione provinciale riguardanti il governo del territorio montano non potranno giovarsi delle specifiche competenze e preziose esperienze degli uomini e delle donne della montagna.

I dieci sindaci dell’unione dei comuni dell’Appennino Reggiano tuttavia manifesteranno una forte forza di coesione esprimendo una Presidenza unanime.

Enrico Bini
Daniela Pedrini
Tiziano Borghi
Paolo Bargiacchi
Giorgio Pregheffi
Martino Dolci
Vincenzo Volpi
Fabio Ruffini
Luigi Fiocchi

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