Ccpl: cassa integrazione per 62 colletti bianchi. È il primo passo verso la nascita della fondazione

12/9/2014 – Dopo l’accordo di stand still con le banche, con la conferma delle linee di credito sino a dicembre, è iniziata la seconda fase del risanamento e ristrutturazione del Ccpl, imposta dal nuovo amministratore delegato Lino Versace.

Seconda fase che si concluderà con un’operazione storica: la separazione netta tra Ccpl Spa e Ccpl cooperativa, che già esistevano ma erano le due facce della stessa medaglia. La coop, oggi un consorzio di imprese, è destinata a diventare una fondazione, anche con compiti di interventi a protezione dei prestiti sociali. La Spa è destinata a diventare una holding di partecipazioni.

Il primo passo in questa direzione è lo “svuotamento” del Ccpl coop da impiegati e quadri legislativi, e a questa mossa corrisponde l’accordo stipulato nella giornata di ieri in Provincia, tra il gruppo di via Gandhi e i sindacati, relativo alla cassa integrazione straordinaria, durata un anno, per 62 colletti bianchi del consorzio cooperativo.

Il Ccpl si è impegnare ad anticipare subito la Cassa integrazione, mentre scatterà un piano di esodo volontario, con un incentivo di nove mensilità piene a seconda di anzianità e livelli.

La ristrutturazione prevede il ricollocamento di 37 impiegati nelle varie divisioni industriali, destinate a riprendere l’autonomia societaria e ad essere trasferite sotto il controllo di Ccpl Spa.

Resterebbero 25 dipendenti per i quali, oltre all’esodo volontario, scatteranno progetti individuali di riqualificazione, oltre alla possibilità di prorogare la Cig per un anno.

In bilico anche cinque dirigenti, su cui deciderà il direttore generale Andrea Imbriani. Non si escludono licenziamenti o dimissioni incentivate.

Nel frattempo Versace attende la sentenza di Bruxelles per la maxi multa dell’Antitrust europea a Coopbox, e riassorbita nel bilancio della capogruppo Ccpl (cooperativa) con uno stanziamento prudenziale di 45 milioni.

Se dovesse scattare uno sconto o una rateazione, vi sarebbero risorse in più per stabilizzare la gestione finanziaria del gruppo e indirizzare risorse agli investimenti.

In ogni caso l’era di Ivan Soncini è un capitolo chiuso: resta aperto, e lavora a tutto spiano, il cantiere delle riparazioni.

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