Brogli al seggio 7, indagato il presidente Drammis: sarebbe stato lui ad aver scritto le preferenze per i consiglieri Pd Scarpino e Rivetti

26/9/2014 – Sarebbe stato il presidente Pietro Drammis, 58 anni, a falsificare le preferenze in 31 schede elettorali del seggio 7 di via Monte San Michele a Reggio Emilia, in occasione delle ultime elezioni comunali. Non visto, al riparo dell’urna elettorale adagiata sul tavolo davanti a lui, avrebbe falsificato le schede scrivendo di proprio pugno i nomi di Salvatore Scarpino e di Teresa Rivetti, candidati del PD entrambi eletti in consiglio comunale.

drammis okIl condizionale è d’obbligo sino a sentenza, ma sono queste le conclusioni delle indagini condotte dalla Digos di Reggio Emilia, col supporto della Polizia Scientifica di Roma, e coordinate dal Sostituto
Procuratore Isabella Chiesi.

Pietro Drammis, sottoposto a perquisizione, ora è indagato per alterazione di schede elettorali a norma dell’articolo 90 comma 2 del Dpr 570 del 1960 e dell’articolo 81 del codice di procedura penale, con l’aggravante di aver agito nelle funzioni di presidente di seggio. La Questura ha dato notizia oggi dell’esito delle indagini.

Non sono emersi elementi di reato, al momento, all’esposto sul seggio 149 di via Premuda, ma le indagini continuano. In entrambi i casi gli esposti erano stati sottoscritti dai rappresentanti di lista del Movimento 5 Stelle.

La Digos di Reggio Emilia ritiene “inconfutabilmente” Drammis “l’autore materiale che scientemente ha alterato nelle fasi di spoglio, 31 schede elettorali del seggio da lui presieduto falsificando di proprio pugno le preferenze dei candidati, poi eletti, della lista del Partito Democratico Scarpino Salvatore e Rivetti Teresa. Le presunte irregolarità, nell’ambito delle operazioni di scrutinio nei seggi incriminati (il 7 e il 149, ndr.) dai rispetti rappresentanti di lista del Movimento Cinque Stelle i quali nell’esaminare le schede votate si erano insospettiti per la ricorrenza di grafie rassomiglianti, senza però nutrire alcun sospetto sull’autore. Il fatto era stato poi denunciato, dagli stessi esponenti del M5S, alla locale
Procura della Repubblica”.

Prosegue la Questura: “Le indagini, dirette dal Sostituto Procuratore dott.ssa Isabella Chiesi, e condotte da questa Digos, supportante anche da comparazioni grafologiche effettuate dal Servizio di Polizia Scientifica di Roma, hanno permesso di acclarare le debite responsabilità a carico del predetto (Pietro Drammis) il quale è stato ritenuto l’unico responsabile dei fatti contestati”.

In sostanza, sono state messe a confronto le scritture di tutti i presenti nel seggio con la grafia delle schede manipolate, giungendo “inequivocabilmente” alla conclusioni che le preferenze fasulle erano state scritte tutte da Drammis. Il quale secondo la ricostruzione della Digos “ha agito fraudolentemente, senza alcuna complicità, celato dall’urna elettorale mentre tutti gli altri componenti dell’ufficio elettorale erano intenti alle operazioni di spoglio”.

Fra l’altro, quando è scoppiato lo scandalo, Reggio Report aveva rivelato come al seggio 7 lo spoglio fosse avvenuto secondo una procedura abbastanza diffusa, per accorciare i tempi, ma non regolare: anziché scrutinare le schede una per una, in modo che tutti possano controllare, come prevede la legge, il presidente aveva fatto i classici “mucchietti” distribuendo le schede da scrutinare ai componenti del seggio, i quali di conseguenza non potevano controllare i maneggi del presidente.

I Cinque Stelle però tenevano gli occhi aperti. Pietro Drammis, precisa la Questura, non risulta essere mai stato iscritto al Pd: infatti è nota la sua militanza nell’Italia dei Valori, come sono note le sue origini di Scandale, comune del Crotonese di cui nel reggiano è presente una folta comunità.

In casa Pd, comunque, ora è esploso, dopo i casi di Brescello e di Montecchio, un altro problema politico e morale: quello delle dimissioni di Scarpino e di Teresa Rivetti (moglie, fra l’altro, dell’ex consigliere comunale Carmine De Lucia).

Movimenti all’orizzonte per ora non ce ne sono. Anzi. In serata i consiglieri Rivetti e Scarpino hanno diffuso una dichiarazione congiunta attraverso l’ufficio stampa del Comune di Reggio, in cui si dicono pienamente soddisfatti dei risultati delle indagini, secondo cui il colpevole è uno solo, vale a dire il presidente del seggio 7 Pietro Drammis: “Noi siamo parte lesa”.

A questo punto è urgente la risposta a una domanda: sotto quale spinta misteriosa, in base a quale ragionamento, o consiglio, ha agito Pietro Drammis, il presunto falsificatore solitario? Forse è per questo che le indagini continuano.

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LA DICHIARAZIONE DI SCARPINO E RIVETTI: “PIENAMENTE SODDISFATTI, SIAMO PARTE LESA”

“I Consiglieri comunali del Pd Teresa Rivetti e Salvatore Scarpino si dichiarano pienamente soddisfatti del risultato delle indagini svolte dagli inquirenti riguardo ai brogli elettorali del solo seggio 7, in occasione delle elezioni amministrative 2014.

Infatti i risultati delle indagini svolte dalla Digos vedono come unico responsabile il presidente del seggio n° 7 di viale Montegrappa.

Altresì i consiglieri Rivetti e Scarpino rimarcano fortemente la loro totale estraneità ai fatti oggetto d’indagine, che tra l’altro mai sono stati a loro contestati direttamente.

Pertanto i sottoscritti, dichiarandosi parte lesa in questa vicenda, e precisando che il risultato elettorale non è stato alterato dalle schede contestate, in quanto mai assegnate, ribadiscono l’impegno assunto nei confronti dei cittadini in linea con i propri principi di trasparenza e legalità ed in coerenza con le linee politiche del Pd.

I consiglieri Rivetti e Scarpino rinnovano il massimo apprezzamento e la piena fiducia nei confronti della magistratura”.

(Teresa Rivetti e Salvatore Scarpino)

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IL MOVIMENTO CINQUE STELLE: MA QUANTO È INQUINATA REGGIO EMILIA?

“Apprendiamo che l’indagine relativa alla  falsificazione delle schede elettorali durante lo scrutinio dello scorso 26 maggio presso il seggio 7 di Viale Montegrappa è giunta al momento del deferimento.

E’ un grande sollievo sapere che le forze dell’ordine coordinate dalla Dr.ssa Chiesi sono riuscite a individuare il responsabile di un atto che ha coperto di ombre la scorsa tornata elettorale. Dall’indagine è emerso che l’autore del gesto ha agito da solo e di sua iniziativa.

Nonostante questo riteniamo che la  vicenda dimostri come anche nella nostra città non sia possibile abbassare la guardia,  perchè è evidente che le motivazioni che spingono una presidente di seggio a falsificare delle schede elettorali per portare voti a due persone estranee e ignare dei fatti costituiscono fonte di grande preoccupazione. Si tratta di un agire intimidatorio e dimostrativo che è necessario indagare.

Occorre infatti capire quanto questo modo di agire abbia contaminato la società di Reggio Emilia, che fino a pochi anni fa si riteneva superiore a fenomeni di  inquinamento di attività così importanti per la vita democratica dei cittadini. come ad esempio le elezioni.

Ringraziamo la Digos  il cui eccellente e solerte lavoro non fa che rafforzare la nostra fiducia nell’operato delle forze dell’ordine”.

(Alessandra Guatteri, Movimento 5 Stelle)

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LA DEPUTATA SPADONI: LE INDAGINI VADANO AVANTI SENZA INTERFERENZE

“Sui brogli elettorali alle comunali di Reggio Emilia la nostra denuncia era fondata. I cittadini reggiani vogliono chiarezza e pulizia. Auspico che le indagini proseguano serenamente senza alcun tipo d’interferenza e resto in attesa della risposta del Governo alla mia interrogazione firmata insieme a 16 colleghi del M5S dove chiedo quali misure il ministero dell’interno intenda adottare per prevenire e contrastare condotte illecite ed illegittime nelle procedure di voto e scrutinio”.

(Maria Edera Spadoni , cittadina alla Camera Movimento 5 Stelle)

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IL PD: “UNO SCRITERIATO HA FATTO TUTTO DA SOLO”

“Reggio Emilia, 27 settembre 2014

Il Pd pronto a costituirsi parte lesa

La buona notizia è che le indagini si sono concluse in tempi rapidi e hanno identificato l’esecutore dei brogli. La buonissima notizia è che l’indagato è stato ritenuto l’unico responsabile, ha agito senza complici e che le irregolarità sono circoscritte ad un unico seggio: nessun broglio è stato rilevato nell’altro seggio oggetto dell’esposto.

Queste notizie ci portano ad una unica conclusione, che ci rassicura: non c’è stata a Reggio Emilia nessuna organizzazione criminale o azione coordinata mirata a falsare il risultato politico del voto.

Apprendiamo che l’azione di Pietro Drammis al seggio n. 7, come emerge dalle indagini, è stata solitaria e vede quindi estranei i consiglieri comunali Salvatore Scarpino e Teresa Rivetti, che anzi sono parte lesa in questa vicenda.

A loro va quindi tutta la nostra solidarietà per essere stati coinvolti nel tourbillon mediatico di una vicenda vile e criminosa, che ha leso l’immagine e l’onorabilità dei due consiglieri comunali, e quindi di riflesso anche di tutta la lista dei candidati del Partito Democratico che ha sostenuto il Sindaco Luca Vecchi.

Esprimiamo apprezzamento per la celerità e la determinazione con cui la Digos di Reggio Emilia, la Polizia Scientifica di Roma e la Procura di Reggio Emilia hanno individuato il responsabile e chiuso le indagini.

Il voto è il momento più alto dell’espressione della sovranità popolare: 31 cittadini hanno subito un sopruso e hanno visto il loro voto non riconosciuto e non espresso. Anche per giustizia nei loro confronti, oltre che nei confronti di Salvatore Scarpino e Teresa Rivetti e di tutto il Partito Democratico, abbiamo piena fiducia nella prosecuzione del lavoro della magistratura e del procedimento giudiziale.

Vogliamo ricordare infine che il gesto scriteriato di un singolo, inutile ai fini dell’esito elettorale, ha rischiato di delegittimare la grande affermazione ottenuta dal Partito Democratico in quella tornata elettorale e proprio in virtù di quest’ultima riflessione il PD è pronto a costituirsi parte lesa”.

(Andrea Costa, segretario provinciale Pd; Mauro Vicini, segretario cittadino Pd; Andrea Capelli, capogruppo Pd Reggio Emilia; Gianluca Cantergiani, vice-capogruppo)

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2 risposte a Brogli al seggio 7, indagato il presidente Drammis: sarebbe stato lui ad aver scritto le preferenze per i consiglieri Pd Scarpino e Rivetti

  1. carlo Rispondi

    28/09/2014 alle 16:05

    Apprezzo il mov. 5 stelle, che ha scoperto e denunciato un”giochetto” elettorale vergognoso, e la magistratura che lo ha approfondito.Mi auguro che il caso sia isolato, altrimenti sorgerebbero dubbi su molti risultati elettorali.
    Mi rammarica anche che un consigliere, Scarpino, dopo due legislature, abbia ottenuto la deroga per la terza e che De Lucia, dopo due legislature, abbia forzato la mano per la terza e, non ottenendo la deroga, abbia presentato la moglie. Quanto a De Lucia forse l’ex consigliere Malato potrebbe dire qualcosa.

  2. giuliano Rispondi

    22/01/2015 alle 23:43

    Inutile che fanno i puritani,lo spoglio avhiene sempre così! !! Fateli voi uno x uno.. ci vorrebbero 2 giorni a scheda!!

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