Barellieri giù dalla torre. Flash mob all’Arcispedale contro il direttore Trenti

17/9/2014 – Va di moda il flash mob, un evento improvviso al quale partecipano un mucchio di persone in genere mobilitate attraverso i social network. Ora il flash mob diventa strumento di lotta sindacale.

Lo realizzeranno i dipendenti del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia per i barellieri che perderanno il lavoro, causa appalto del servizio a una impresa esterna. Questa la nuova iniziativa – domani giovedì 18 settembre – annunciata da Cgil, Cisl, Uil, Fials, Fsi e dalle Rsu dell’Arcispedale.

“L’operazione – notano i sindacati annunciando l’evento – ha fra l’altro scoperchiato il calderone degli appalti nel nostro territorio. Nel frattempo dai vertici del Comune, che venerdì 5 settembre avevano incontrato la delegazione di lavoratori, al di là della pubblica presa di posizione dell’assessorato al Welfare sugli appalti al ribasso, non è ancora arrivata alcuna risposta”.

Nella stessa giornata i lavoratori, i delegati Rsu e i sindacalisti “daranno a una vasta opera d’informazione verso la popolazione”.

“Ci rivolgiamo ai cittadini – aggiungono i sindacati – perché riteniamo che con quest’appalto peggiorerà la qualità del servizio erogato dal Santa Maria. Diminuiranno drasticamente i salari degli operatori che attualmente lavorano al pronto soccorso e oltre una ventina di lavoratori precari saranno messi alla porta quando avrebbero potuto vedersi prorogare il loro contratto di lavoro ed entrare progressivamente in un percorso di stabilizzazione.

Tutto ciò per un presunto risparmio di 200mila euro su un bilancio di 270 milioni, ottenuto da salari più bassi e meno ore di assistenza. Si compie un azzardo – concludono – che come comunità potremmo pagare caro. Nel frattempo rimangono centinaia di consulenze e altri appalti la cui necessità e convenienza sono tutti da verificare”.

E il Comune di Reggio? “Ci aspettiamo una presa di posizione netta sul tema di un appalto di parte del servizio assistenziale. La politica, soprattutto quando si parla di assistenza sanitaria, non può permettersi di delegare e scaricare sui tecnocrati le proprie responsabilità o assistere passivamente al ‘bullismo manageriale’ di un direttore generale che si prende gioco dei lavoratori dell’ospedale di Reggio. Non dimentichiamo che su questo tema specifico il direttore Trenti aveva già concordato la rinuncia all’appalto, salvo poi ritrattare improvvisamente”.

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