Aziende sul lastrico, per il Pd parlare di coop è ancora un tabù

23/9/2014 – La parola cooperative un tempo pronunciata con orgoglio, ora è diventata un tabù per il Pd reggiano. Lo si è visto in Consiglio comunale a Reggio, nella discussione che si è sviluppata intorno alla mozione sulla crisi delle “coop rosse” presentata da Pagliani e Bassi di Forza Italia, di fronte a migliaia di piccole imprese e di fornitori che rischiano di essere travolti a causa di liquidazioni, procedure concorsuali e ristrutturazioni delle grandi cooperative edilizie (dalla Cmr a Coopsette, da Orion a Unieco).

el.kresloGli azzurri chiedevano la convocazione di Legacoop e delle associazioni imprenditoriali e degli artigiani da parte di una commissione consigliare per affrontare “prima che sia troppo tardi” una situazione che, ha detto il capogruppo di Forza Italia, per Reggio Emilia costituisce una rivoluzione negativa: “È a forte rischio la tenuta dell’intero tessuto socio-economico reggiano”.

La discussione, più simile a uno scontro, è finita con la votazione di tre documenti: oltre alla mozione degli azzurri, un ordine del giorno del movimento Cinque Stelle che ha chiesto la convocazione di Legacoop  e Confcooperative, e un
altro odg Pd-Sel in cui non è scritta una sola volta la parola cooperative e nel quale si chiede di convocare sindacati, associazioni di categoria, Camera di Commercio, università, aziende partecipate dal Comune come Crpa, Rei, Campus, Reggio Emilia Fiere, Aeroporto etc: insomma l’universo mondo, ma non le centrali cooperative.
“Prendo atto che siamo all’asilo”, ha commentato lapidaria Donatella Prampolini, capogruppo della lista Magenta e presidente di Confcommercio. A nulla è valso il richiamo di Pagliani alla specificità della situazione reggiana, dove il tracollo dell’edilizia è segnato proprio dalla crisi delle grandi cooperative, e con risvolti sociali non indifferenti: “Sono centinaia i soci prestatori che rischiano di perdere una
parte rilevante dei risparmi, e sono almeno 1.500 le partite Iva, le piccole e medie imprese, gli artigiani che rischiano di chiudere. Gli elenchi in mano ai professionisti sono impressionanti: noi abbiamo contato 750 imprese coinvolte solo per Coopsette”.

Il Pd ha reagito affermando che la crisi è generale, e quindi parlare solo di cooperative rivelerebbe un pregiudizio ideologico. L’assessore Maramotti, anzi, ha sottolineato che in fin dei conti le imprese cooperative contano solo per il 12% del Pil reggiano.

Vaccari, capogruppo dei Cinquestelle, ha puntato il dito sui legami delle cooperative con la politica, sulle responsabilità del management e delle stesse amministrazioni locali.

Ancora Pagliani ha definito “uno scandalo” il fatto che non si dica una parola su 1.500 artigiani e Pmi al tracollo, richiamando il fatto che il sindaco Vecchi “conosce la situazione meglio di noi” (è un commercialista che ha avuto numerosi incarichi nel mondo delle cooperative). La puntualizzazione ha provocato un battibecco con De Franco del Pd.

Alla fine il Pd ha fatto valere la propria maggioranza: ha respinto la mozione di Forza Italia e l’odg dei Cinquestelle, e ha approvato il suo (con l’astensione degli azzurri e di una parte di M5S). Ecco il voto in dettaglio: 20 a favore (Pd, Sel), 4 contrari (5Stelle) e 8 astensioni (Fi, Lista Magenta, Progetto Reggio, Lega Nord, consiglieri Guatteri e Bertucci – 5Stelle).

Claudio Bassi ha sottolineato che in fondo dovevano essere approvati tutti e tre i documenti, che in larga misura hanno contenuti analoghi. E sarebbe difficile dargli torto.

Ma alla fine il Pd si è procurato da solo un danno politico, perché su un tema così cruciale (e trasversale, che va oltre gli schieramenti politici) è riuscito a far saldare le opposizioni, da Forza Italia ai grillini, passando per i civici della lista Magenta (Prampolini e Bellentani) e di Cinzia Rubertelli.

“Incredibile questa sinistra – ha commentatomal termine Giuseppe PQagliani – Finge che il crollo delle cooperative di costruzione reggiane non sia stato devastante per la nostra economia locale e insensatamente una mozione che mirava a trattare le crisi in commissione consigliare.
Il pregiudizio fazioso politico della sinistra locale ha precluso questo importante momento di confronto, considerato il fatto che circa 1500 tra artigiani i piccoli imprenditori sono oggi creditori del sistema cooperativo”.
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IL DOCUMENTO PAGLIANI-BASSI (FORZA ITALIA)

OGGETTO: ORDINE DEL GIORNO SULLA CRISI ECONOMICA E FINANZIARIA DELLE GRANDI COOPERATIVE EDILI REGGIANE

TENUTO CONTO CHE:

le principali imprese cooperative di costruzioni reggiane, Cooperativa Muratori Reggiolo, Orion, Coopsette, Unieco, Cooperativa Muratori Cavriago, CCPL sono oggetto di procedure concorsuali, piani di ristrutturazione del debito ex art. 67 Legge Fallimentare o come emerso nei giorni scorsi per CCPL con bilanci profondamente in rosso.

TENUTO CONTO CHE:

vi sono centinaia di soci sovventori (prestatori di finanza) che rischiano di perdere una parte rilevante dei risparmi conservati presso le tesorerie delle cooperative.

DATO CHE:
queste grandi imprese hanno migliaia di fornitori (imprese reggiane o artigiani) che rischiano di dover chiudere l’attività in quanto non riceveranno l’intero credito che vantano nei confronti delle cooperative che fornivano.

VISTO CHE:
è a forte rischio la tenuta dell’intero tessuto socio-economico edilizio reggiano.

CONSIDERATO INOLTRE CHE:
sono centinaia i lavoratori delle cooperative che perderanno il lavoro.

TENUTO CONTO CHE:

sono circa 1500 le Partite IVA di imprese piccole, medie ed artigiani singoli che rischiano di chiudere i battenti perché ormai travolte dal crack finanziario ed economico delle cooperative rosse di costruzione reggiane.

SI IMPEGNA IL SINDACO LUCA VECCHI E LA GIUNTA:

a convocare nella settimana successiva l’insediamento delle commissioni consigliari del Comune di Reggio Emilia, una commissione consigliare nella quale invitare i responsabili di Lega Coop e delle associazioni di categoria di imprenditori ed artigiani i quali associati sono coinvolti nel crollo finanziario delle cooperative edili reggiane aderenti a Lega Coop.

Giuseppe Pagliani – Capogruppo Forza Italia in consiglio comunale a Reggio Emilia

Claudio Bassi – Forza Italia – Vice Presidente del Consiglio Comunale di Reggio Emilia​

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L’ORDINE DEL GIORNO APPROVATO DA PD E SEL 

CONSIGLIO COMUNALE – Reggio Emilia, 22 settembre 2014

PREMESSO

Che nelle linee programmatiche di mandato approvate nella seduta del 27/06/14 si legge:
“L’economia di Reggio Emilia attraversa una fase particolarmente delicata: gli ultimi anni di recessione hanno colpito il nostro sistema produttivo e inciso sulla situazione occupazionale del comune e della provincia. Rispetto ad altre città della regione, Reggio ha infatti accusato maggiormente il colpo inferto dalla profonda crisi in cui è precipitato il settore delle costruzioni. Per la prima volta dopo decenni di prosperità anche una città come Reggio ha dovuto fare i conti con una disoccupazione crescente, soprattutto fra i giovani, coi fallimenti di un numero molto elevato di piccole e medie imprese, e addirittura con l’insolvenza di alcuni grandi imprese, che fino a qualche anno fa parevano estremamente solide e affidabili.
In questa prospettiva va precisato che serve un cambiamento di direzione rispetto ai tempi in cui il Comune, tramite i maggiori fondi pubblici di cui disponeva, poteva agire direttamente sul mercato per stimolare la domanda di beni e servizi o poteva creare crescita e occupazione attraverso l’adozione di strumenti urbanistici.
Oggi, anche in ragione della diminuzione delle risorse monetarie spendibili dall’ente pubblico e di un modello di sviluppo sostenibile verso il quale ci si sta dirigendo, tali azioni risultano obsolete e impraticabili.
Ciò non significa che il Comune debba rinunciare ad avere un ruolo centrale nell’economia cittadina, ma semplicemente che da oggi in poi dovrà principalmente intervenire nella differente veste di soggetto regolatore e facilitatore”.

Che nella delibera di Istituzione delle Commissioni Consiliari approvata il 09/09/14 si legge:
Considerato che il Consiglio comunale con propria deliberazione n. 20575/143 del 14/9/2014 approvò l’istituzione di una Commissione consiliare speciale a norma dell’art. 75 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale finalizzata a monitorare ed approfondire il problema della crisi economica conferendo alla stessa anche le competenze ordinarie in materia di sviluppo economico, innovazione ed attività produttive la cui composizione era disciplinata con le modalità di cui all’art. 67 del medesimo Regolamento e la cui durata era fissata a tutto il periodo di durata della consigliatura 2009-2014;

Ritenuto che le motivazioni che portarono all’istituzione della Commissione consiliare speciale “Sviluppo economico, innovazione ed attività produttive” sussistano stante il permanere della recessione economica in atto e ritenuto pertanto di confermare l’istituzione di detta Commissione anche per la consigliatura 2014-2019;

Ritenuto altresì di assegnare a detta Commissione speciale anche il tema della “cultura della legalità”;

CONSIDERATO

Che la situazione di difficoltà economica e finanziaria di alcune grandi e piccole aziende del nostro territorio interessi tutta la cittadinanza per le ripercussioni sui lavoratori e sulle loro famiglie;

Che gli organismi sindacali e le associazioni di categoria stanno seguendo e accompagnando i lavoratori e le imprese in queste difficili fasi della loro vita;

Che le istituzioni coinvolte oltre ai sindacati e alle associazioni di categoria, come ad esempio la CCIAA, l’Università di Modena e Reggio, e le aziende partecipate che operano nel settore economico come CRPA, REI, Campus, Reggio Emilia Fiere, Aeroporto etc etc, possono coadiuvare il Comune nel suo dichiarato ruolo di soggetto regolatore e facilitatore e la 6^ Commissione speciale nel suo lavoro di monitoraggio e approfondimento al fine di informare il Consiglio Comunale e suggerire al Sindaco e alla Giunta possibili azioni amministrative di contrasto alla crisi;

IL CONSIGLIO COMUNALE

Esprime attenzione e forte preoccupazione per la situazione economica che vede diverse grandi e piccole aziende, siano esse società cooperative, di persone o di capitali, in procedure concorsuali;

INVITA

Il presidente della 6^ commissione speciale a predisporre e programmare un calendario di audizioni e approfondimenti con tutti i soggetti economici ed istituzionali coinvolti sopracitati, con particolare attenzione e priorità alla crisi del sistema produttivo ed in campo edilizio.

Gianluca Cantergiani (PD)
Andrea Capelli (PD)
Pierluigi Saccardi (PD)
Maura Manghi (PD)
Lucia Lusenti (Sel)

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