Va a Campegine a vendere contratti energia mentre è agli arresti a Reggio. Il porta a porta finisce alla Pulce

31/8/2014 – È andato a Campegine a fare il porta a porta per vendere contratti di fornitura energia. Peccato che fosse agli arresti domiciliari per una truffa, e potesse uscire di casa con un permesso speciale, ma non dal territorio del comune di Reggio Emilia. È così finito in carcere un uomo di 24 anni, di origini marocchine, residente ad Aversa ma ai domiciliari a Reggio.

Il giovane si era allontanato arbitrariamente dal comune di Reggio Emilia dove beneficiava dei domiciliari con permesso di assentarsi da casa dalle 8,30 alle 18,30 dei giorni feriali per poter esercitare esclusivamente in città (divieto quindi di uscire da Reggio Emilia) l’attività di venditore porta a porta di contratti di energia elettrica per conto di una società che l’aveva assunto.

Probabilmente le difficoltà in città a concludere contratti lo hanno indotto a cercare un bacino di clientela in provincia, motivo per cui ha deciso di “espatriare” in spregio all’ordinanza degli arresti domiciliari che glielo vietava, autorizzandolo a uscire per lavorare solo in città. Fermato a Campegine, è stato ricondotto a Reggio Emilia dai Carabinieri di Castelnovo Sotto, che hanno segnalato la sua condotta al giudice.

La sezione detenuti della Corte d’Appello Bolognese che aveva concesso i domiciliari al giovane, ha revocato il beneficio disponendo che l’interessato fosse condotto in carcere. Il provvedimento è quindi giunto ai Carabinieri della Stazione di Corso Cairoli che vi hanno dato esecuzione l’altro pomeriggio.

Il giovane era stato arrestato a Bologna nel giugno del 2013 per un’estorsione e dal luglio dello stesso anno era ai domiciliari. Un anno fa aveva ottenuto l’autorizzazione a uscire per il lavoro di procacciatore di contratti a domicilio.

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