Trans e ragazze insieme nel bordello carioca. Denunciati coniugi tenutari

8/8/2014 – Si intensifica il contrasto alla sfruttamento della prostituzione. Dopo i controlli e le chiusure dei bordelli travestiti da centri massaggi cinesi, le forze dell’ordine passano ai proprietari di case che fanno affari d’oro affittando a prostitute e transessuali, che spesso lavorano insieme.

La Sezione Reati contro la Persona della Squadra Mobile ha deferito all’Autorità Giudiziaria per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione i coniugi A. D., italiano di 37 anni, e D. F. L., brasiliana di anni 32.

La vicenda ha preso le mosse nel febbraio scorso, quando un transessuale brasiliano di 30 anni veniva aggredito per strada a San Maurizio, periferia di Reggio Emilia, da due sorelle, brasiliane anche loro, e prostitute, per ragioni di concorrenza professionale. Rimasto ferito, dopo qualche tempo ha raccontato la sua storia alla Polizia.

Il trans era arrivato a Reggio un anno e mezzo prima, esercitando il mestiere proprio nell’appartamento condotto da una delle due sorelle dalle quali poi è stato malmenato.

In quella casa, come ha scoperto la Squadra Mobile, il trans esercitava assieme a prostitute tradizionali, ed erano tutte brasiliane.

La locataria tratteneva da ogni prostituta 300 euro a settimana, e oltre alla logistica offriva la sua opera nell’acquisto di spazi pubblicitari sulle pagine di testate locali.

Secondo gli “inquilini” il prezzo era vantaggioso, nella gestione della casa la donna era coadiuvata dal marito, cittadino italiano, che ispezionava spesso l’appartamento, in realtà un bordello clandestino in qualche modo “autogestito”.

Da qui le indagini della Mobile e la denuncia alla Procura dei coniugi “tenutari”.

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