La stangata d’agosto. “A Scandiano la politica del tassa e spendi non conosce soste”

17/8/2014 – Agosto elettore mio non ti conosco. Da numerosi comuni della Provincia arrivano proteste per i blitz pre-ferie in cui nei consigli comunali i sindaci e le maggioranze Pd hanno imposto in poche ore pesanti stangate tributarie e tariffarie.

Uno di questi è Scandiano, come segnalano l’avvocato Giuseppe Pagliani ed Elena Diacci di Forza Italia. “Al di là delle promesse elettorali del sindaco Mammi e degli 80 euro regalati da Renzi per vincere le elezioni europee, i fatti ci dimostrano che la pressione fiscale locale nel Comune di Scandiano continua ad essere troppo elevata e che le tasche dei cittadini continuano ad essere saccheggiate. La sinistra politica del tassa e spendi della sinistra non conosce soste”, affermano Pagliani e Diacci.

“Al di là del fumo negli occhi che la sinistra, anche a Scandiano, cerca di gettare negli occhi della gente, resta il fatto che la tassa sui servizi indivisibili è applicata nella misura massima consentita dalla legge e che le detrazioni previste faranno al massimo un po’ di solletico al portafoglio dei cittadini.
Per tacere – continuano gli esponenti azzurri – dell’applicazione dell’IMU, le cui modalità evidenziano con chiarezza come la sinistra, succube di retaggi culturali di due secoli fa, continua ritenere la proprietà un furto. Cosicché, per il futuro, dobbiamo aspettarci un aggravamento della crisi edilizia e una completa paralisi del mercato immobiliare”.

Nei fatti – aggiungono – “la lettura del bilancio di Scandiano ci conferma come il comune si preoccupa di essere un pervicace erogatore di spesa corrente, incurante di alimentare quell’indispensabile spesa per investimenti ed opere, l’unica che veramente serve per superare i momenti di crisi economica”.

“Non si può inoltre non rilevare che anche la tassa rifiuti (TARI), lungi dall’essere applicata secondo criteri fondati sulla produzione dei rifiuti, colpisce le superfici occupate, con conseguente grave penalizzazione per quelle attività economiche che, pur non producendo rifiuti, necessitano di spazi”.

Per Pagliani e Diacci “la prima scelta che Mammi compie nei confronti degli scandianesi è una pesante stangata impositiva”.

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