Smontava lo storico carro ponte delle Reggiane per rubare il rame. Siciliano preso sul fatto dai Carabinieri

18/8/2014 – Il vecchio carro ponte delle Officine Reggiane è un pezzo della storia industriale della città, tanto che il comune di Reggio Emilia l’ha acquistato per il Tecnopolo quale reperto di archeologia industriale.

Ieri pomeriggio il carro ponte è stato oggetto delle attenzioni furtive di un siciliano di 65 anni, originario di Trapani e residente a Parma, colto sul fatto mentre ne smontava l’impianto elettrico per impossessarsi dei cavi e delle bobine contenenti il rame, metallo ricercatissimo dai ladri.

L’uomo è stato arrestato dai Carabinieri del nucleo radiomobile ed è in attesa di comparire davanti al giudice di Reggio Emilia.

Ieri pomeriggio alle 17 una pattuglia dei Carabinieri è stata mandata in via Agosti alla “Reggiane Cranes and Plants S.p.A.” (già Officine Meccaniche Reggiane), dove qualcuno aveva notato una persona sopra una gru intenta a prelevare cavi elettrici. I militari nel sopraggiungere notavano su un carro ponte, ad un’altezza di circa 7 metri, un uomo intento ad armeggiare e lanciare cavi elettrici a terra.

Alla vista della pattuglia l’uomo ha lanciato a terra una borsa e ha cercato di darsi alla fuga dalle scale della gru senza tuttavia riuscirci. Quindi veniva bloccato dai Carabinieri che lo identificavano nel sunnominato pensionato. A terra i Carabinieri rinvenivano diversi spezzoni di cavi di rame e diverse bobine elettriche smontate poco prima dall’impianto elettrico del carro ponte.

La borsa lanciata invece risultava contenere gli “attrezzi” del mestiere ovvero una tronchese, due pinze, un cacciavite e un cutter, utilizzati per smontare l’impianto. I carabinieri lo hanno bloccato, condotto in caserma e arrestato con l’accusa di tentato furto aggravato. Stando alle prime risultanze investigative il rame doveva essere ricettato da persone compiacenti forse della Provincia di Parma. E’ su queste ultime figure che si stanno concentrando le attenzioni investigative dei Carabinieri, che intendono ricostruire l’intera filiera del riciclaggio.

I ricettatori pagano il rame 2 euro al chilo a fronte del prezzo di mercato di 6/7 euro. Rame poi che viene riciclato e che torna quindi nel mercato regolare.

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