Smantellato il quartier generale dei bordelli cinesi: ragazze prigioniere, quattro arresti

31/7/2014 – Operava a Reggio Emilia, con tanto di call center per le prenotazioni e la gestione di siti internet per propagandare i “servizi”, un’organizzazione che gestiva una rete di bordelli cinesi con case a Castel San Pietro Terme, Bologna, Modena e Imola, da dove in dicembre erano partite le indagini.

A Reggio Emilia, nella giornata di lunedì, la polizia ha arrestato quattro persone, due donne con i rispettivi compagni, su ordine del Gip di Bologna per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, in concorso tra loro.

Sono le cinesi Oing Ye di 42 anni e Liangmei Chen di 45, il cinese Jian Jin di 42 anni (marito di Ye) e l’italiano Giorgio Bonato di 57 anni, compagno della Chen. Altre quattro persone che vivono tra Reggio e Modena, tre italiani e una cinese, con ruoli minori, sono stati denunciati a piede libero per la stessa vicenda.

Gli arresti sono stati effettuati dagli agenti del commissariato di Imola insieme alla Squadra Mobile di Bologna, con la collaborazione della Mobile di Reggio.

Era avvenuta a fine 2013, come detto, la scoperta di una casa chiusa cinese nel centro di Imola. Chiusa di nome e di fatto, perchè le ragazze erano come recluse. Non potevano uscire per non dare nell’occhio, e per questo venivano rifornite dall’esterno di generi alimentari e di tutto l’occorrente per la “professione”, dai profilattici alla carta igienica.

Gli annunci apparivano sui quotidiani locali e sui fogli specializzati. Numeri telefonici e orari venivano pubblicati su internet con le foto di ragazze nude o seminude che naturalmente non corrispondevano mai alle “esperte massaggiatrici” asiatiche che esercitavano effettivamente
nella casa chiusa.

Le indagini hanno così portato alla scoperta della rete di bordelli e dell’organizzazione di Reggio, dove funzionava il centralino per prenotazioni gestito da Ye e Chen: erano le due donne a tenere i contatti con i clienti, ad avvertire le prostitute del loro arrivo, a inviare alla sera la distinta con le prestazioni effettuate da ciascuna di loro. Reclutavano le ragazze e le sostituivano, inoltre individuavano gli appartamenti da affittare, con contratti intestati a prestanome italiani. Insomma, tenutarie in piena regola, con un’organizzazione di tipo industriale.

Dalle intercettazioni, è emerso che avvenivano continue pressioni sulle ragazze perchè accettassero tutte le richieste dei clienti, compresi i rapporti non protetti. Numerosi clienti sono stati chiamati a deporre, con loro grande imbarazzo, quali testimoni di ipotesi di reato.

I due uomini invece avevano il compito di portare i rifornimenti alle case e nel contempo di ritirare gli incassi, che solo in parte venivano riversati alle ragazze con invii di Money Transfer verso la Cina. Sequestrati anche 9 mila euro in contanti e attestazioni di bonifici Money Transfer per 13 mila euro solo negli ultimi giorni.

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