“Scandaloso” ministro Poletti: “Primo Maggio festa delle imprese”. Baby pensioni: “A sinistra siamo stati zitti”

29/8/2014 – “So che farò scandalizzare qualcuno, ma io credo che faremo un grande passo avanti quando il Primo Maggio diventerà la festa dei lavoratori e delle imprese”. Ha colpito duro, al cuore di valori intoccabili per gran parte della sinistra, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, piddino bolognese doc, già presidente nazionale di Legacoop, giovedì sera a FestaReggio.

Al termine dell’incontro pubblico con la deputata Antonella Incerti e condotto da Liviana Iotti, ha incontrato anche un gruppo di lavoratori esodati, venuti apposta per lui al Campovolo, viste anche le preoccupazioni su pensioni e articolo 18.

“Non toccheremo nessuna pensione, io volevo solo fare un forte richiamo all’equità sociale, per noi questa è prioritaria, non possiamo più pensare solo allo Stato ma anche a un’idea più ampia, di società”, ha spiegato.

“E anche l’articolo 18 è ormai un tema divisivo, serve per fare titoli ma non si è mai combinato nulla, quello che serve all’Italia è una riforma
vera sul lavoro, sugli ammortizzatori sociali, sulla tutela di tutti i tipi di lavoratori”, ha aggiunto. Senza però dimenticare che alle attuali difficoltà si è giunti per colpe collettive: “Tutti criticano le disfunzioni, le baby pensioni di anni fa, ma io vorrei ricordare che noi c’eravamo, e tutti, in quegli anni. E nessuno ha mai protestato troppo, quando la gente andava in pensione con quindici anni di lavoro. La responsabilità prima di tutto è nostra, di tutti noi, di chi ha vissuto questi decenni”.

Il richiamo all’assunzione delle responsabilità è forte: “Ormai si scarica, si delega tutto. Se si trova davanti a casa una bottiglia per terra, si chiama subito il Comune a segnalarlo, non ci si chiede chi possa essere stato, davanti alla propria casa. Dobbiamo iniziare a risolvere noi i problemi”.

Per quanto riguarda il lavoro e l’occupazione, Poletti sottolinea l’importanza di un rapporto forte con le imprese. “Qualcuno si scandalizzerà, ma io credo che faremo un grande passo avanti quando il Primo Maggio diventerà la festa dei lavoratori e delle imprese – ha affermato il ministro, come riferisce l’ufficio stampa del Campovolo – Non è più tempo di contrapposizioni, oggi le imprese sono un pezzo fondamentale per andare avanti per il paese, un elemento importantissimo con cui dialogare.

Quando si parla del lavoro, le imprese sono viste come il nemico, ma non sono più gli anni della contrapposizione, ancora oggi il dialogo sul lavoro parte da questa base, ma non è più cosi, dobbiamo pensare ad una riforma che cambi tutto l’approccio”.

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