Droga in centro: arrestato pusher a domicilio. “Più agenti in borghese contro la criminalità”

di Pierluigi Ghiggini

12/8/2014 – Per combattere l’ondata di piccola e grande criminalità che si abbatte su Reggio non bastano i controlli a tappeto e le operazioni con grande visibilità. Ci vuole più intelligence, con l’impegno di personale in borghese.

È la sostanza di quanto sostiene il comandante provinciale dei Carabinieri colonnello Paolo Zito. A margine dell’arresto di un pusher che esercitava lo spaccio di eroina a domicilio in via Paradisi, Zito ha dichiarato: “Certe tipologie di reato vanno contrastate soprattutto attraverso mirate attività investigative svolte da militari in borghese. Si tratta di servizi con minor impatto visivo per i cittadini  ma certamente più efficaci per stroncare tali illecite attività. E’ importante comunque il presidio del territorio attraverso frequenti controlli”.

Proprio ieri, in un colloquio con la redazione della Gazzetta di Reggio, il nuovo Questore Isabella Fusiello – che venerdì aveva guidato personalmente una massiccia operazione di polizia nelle zone calde del centro – ha ribadito la linea dura e di “tolleranza zero”, minacciando anche la chiusura di
alcuni bar di zona Stazione e confermando che i controlli a tappeto continueranno sino a vittoria completa.

Non c’è contrasto tra chi propende per le investigazioni in borghese, e chi per le grandi pulizie a cielo aperto, sotto gli occhi di tutti, anche di telecamere, giornalisti e fotoreporter. Tutti i metodi di contrasto alla criminalità, in questa emergenza, sono necessari e complementari fra loro.

Di certo le forze dell’ordine stanno esprimendo nel loro complesso uno sforzo eccezionale reso possibile dai sacrifici personali e dalla dedizione di chi è in prima linea, in un modo o nell’altro. E questo non può che riportare la fiducia fra i cittadini: il primo, salutare risultato di questa nuova stagione di tolleranza zero.

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DROGA: PRESI PUSHER E “CAVALLINO” CHE SPACCIAVANO A DOMICILIO

13/8/2014 – Qualche giorno fa il colonnello Zito aveva sottolineato la metamorfosi della vendita di droga verso la nuova “tendenza”, a Reggio Emilia, dello spaccio a domicilio. Proprio le indagini “sotto traccia” e gli appostamenti dei carabinieri hanno permesso di assicurare alla giustizia un pusher ed il suo cavallino, ovvero colui che consegnava materialmente l’eroina al cliente, nella zona della stazione ferroviaria. Nei guai anche un giovane tossicodipendente.

L’attività ha permesso ai  Carabinieri di smantellare un’attività di spaccio gestita da italiani, in una zona in cui il monopolio del mercato è nelle mani di cinesi e nordafricani.

Non solo: oltre all’arresto in flagranza dello spacciatore, i militari hanno ricostruito mesi di attività a domicilio, documentando centinaia di cessioni che avvenivano in Via Paradisi.

Con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso è finito in manette il 41enne Emidio Lucci abitante in Via Paradisi a Reggio Emilia. Nei guai anche il “suo” cavallino, un 31enne reggiano che curava sotto casa le consegne per conto del pusher, e il cliente, un 20enne reggiano.

L’attività investigativa, in corso da qualche mese, ha preso spunto dalla presenza di alcuni giovani, noti ai Carabinieri quali tossicodipendenti, in Via Paradisi.

Gli approfondimenti informativi negli ambienti hanno quindi portato i Carabinieri a ricondurre la loro presenza all’acquisto di stupefacenti concordato telefonicamente su più utenze cellulari. I numeri di telefono hanno indirizzato le indagini verso Lucci, sul quale si sono concentrate osservazioni e attività investigative .

Il cliente telefonava per concordare l’appuntamento, poi raggiungeva l’abitazione del pusher che scendeva consegnando quanto ordinato e ricevendo il compenso. L’ultima cessione di droga, nella giornata di ieri, è culminata con il suo arresto. In questo caso, contrariamente a quanto avvenuto nel passato, la consegna della dose di eroina è stata curata dal “cavallino”, un 31enne reggiano, denunciato per concorso in
spaccio.

Nei guai anche il giovane cliente reggiano che aveva comprato la dose, circa un grammo di eroina, segnalato quale assuntore. “Certe tipologie di reato, come lo spaccio, vanno contrastate soprattutto attraverso mirate attività investigative svolte da militari in borghese”, ha così commentato il comandante provinciale dei Carabinieri, Paolo Zito.

“Si tratta di servizi con minor impatto visivo per i cittadini  ma certamente più efficaci per stroncare tali illecite attività”. Resta importante comunque “il presidio del territorio attraverso frequenti controlli”.

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