Pesta la moglie davanti alla bimba piccola: lei va all’ospedale, lui in cella

11/8/2014 – Bastava che i peperoncini non fossero tritati a dovere (secondo lui), o che la minestra non fosse cotta a puntino per scatenare la vi9lenza tra le mura di casa.

Ma è soprattutto una gelosia cieca e patologica ad aver reso senza speranza la vita di una moglie scandianese di 33 anni che, solo l’altra mattina – dopo una notte di botte e violenze sotto gli occhi della figlioletta piangente – ha trovato la forza di farsi curare in ospedale.

Poi i Carabinieri, avvertiti dai sanitari, hanno arrestato il marito, un artigiano cinquantenne di Scandiano, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. È così venuta a galla nella zona ceramiche un’altra infame storia di padri e mariti-padroni, e di violenza di donne ridotte alla mercè dei loro aguzzini.

Nella sua denuncia, la donna ha raccontato di vari episodi di botte ai suoi danni commessi gratuitamente dal compagno e riconducibili in prevalenza all’ossessionante  gelosia dell’uomo.

Bastava che lei ricevesse una telefonata da un numero anonimo, come una sera dell’estate del 2012, per mandare su tutte le furie l’uomo che la riempiva di botte colpendola a calci, pugni e tirandola per i capelli.

Pugni, schiaffi e calci erano il premio “riservato” anche per la conduzione della casa: perché aveva tritato male i peperoncini, per aver cotto troppo i fagioli o per aver sgridato (a ragione) la bambina.

L’altra notte l’ultimo di una lunga serie di episodi di violenza, allorquando l’uomo convinto che la compagna lo tradisse l’ha coperta d’insulti, minacciata di morte e pestata più volte prendendola a schiaffi e pugni anche in presenza della bambina, le cui lacrime non fermavano la furia ceca dell’uomo.

Il sonno ha posto fine alle violenze, ma al mattino la donna, in preda ai dolori, mentre l’uomo dormiva, è andata al pronto soccorso del Magati, dove i sanitari le hanno riscontrato contusioni multiple guaribili in sei giorni.

Quindi l’intervento dei Carabinieri con la ricostruzione investigativa supportata da testimonianze e riscontri che hanno portato all’arresto dell’uomo, a disposizione della Procura reggiana.

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