Mr. Livingstone alla scoperta dell’M5S. Panarari presenta il suo “Alfabeto Grillo”

27/8/2014 – Si presenta come un atlante politico e linguistico del grillismo, e vedremo se il risultato è all’altezza delle attese. Domani sera, giovedì 28, a FestaReggio (Sala Vincenzo Cerami), Massimiliano Panarari presenta il suo ultimo libro scritto a quattro mani con Marco Laudonio: “Alfabeto Grillo. Dizionario critico ragionato del M5S”, edizioni Mimesis.

Con Panarari ne discutono Donatella Campus (Università di Bologna), Michele Sorice della Luiss e Norberto Vaccari, capogruppo M5S Comune di Reggio Emilia. L’incontro è condotto dalla giornalista Sara Di Antonio.

Panarari è il maitre-à-penser numero 1 della sinistra reggiana. Ha varcato da tempo i confini emiliani e ora ha un sedia girevole fissa nella batteria dei politologi ed editorialisti che pubblicano in prima pagina sui grandi giornali.

Deve la sua fortuna, esplosa con L’egemonia sottoculturale, pubblicato al culmine della guerra civile anti-berlusconiana, alla capacità di osservare e catalogare tratti ideologici e antropologici degli avversari della sinistra, cristallizzati come i “diversi” di turno. Panarari piace anche perché offre materiali riutilizzabili da militanti nella battaglia politica e propagandistica, specialmente sui social network.

Peccato per la concomitanza, domani sera alla festa del Pd, con l’intervista al ministro del Lavoro Giuliano Poletti: i big della cooperazione e del sindacato saranno tutti lì. (p.l.g.)

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COSA C’È IN ALFABETO GRILLO. POSTMODERNITÀ, DISINTERMEDIAZIONE, POLITICA 2.0

“Una riflessione sulla “grande mutazione” della politica nell’Italia di inizio Terzo millennio a partire da un dizionario ragionato e critico del vero fenomeno politico di questi ultimissimi anni: il Movimento 5 Stelle tra politica 2.0 e disintermediazione. Un movimento in cui si possono individuare tratti riconducibili al paradigma del partito personale carismatico e a quello dei partiti populisti.

E tuttavia un fenomeno molto cangiante e “mobile” nella sua oscillazione tra le intenzioni/dichiarazioni di essere un “non-partito” e la conservazione/persistenza, per molti aspetti, della forma-partito. In ogni caso, un prototipo della postpolitica nell’epoca delle democrazie liquide e della postmodernità”.

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