La Cna ai Comuni: no agli aumenti Imu sui capannoni. “Rispettate i patti”

5/8/2014 – “È arrivato il momento per i Comuni di giocare a carte scoperte e approvare i bilanci previsionali 2014. Cna guarda con attenzione le decisioni delle amministrazioni in primis per quanto riguarda la tassazione sugli immobili.

gatto zorroDa una prima fotografia, prendendo ad esempio i Comuni capo distretto, emerge che Scandiano, Correggio, Guastalla, Reggio Emilia, hanno recepito le sollecitazioni presentate dall’Associazione mantenendo pressoché inalterate le aliquote IMU su capannoni, laboratori, negozi e pubblici esercizi (Castelnovo ne’ Monti deve ancora deliberare), mentre Montecchio non ha dimostrato la stessa sensibilità”.

Con queste parole il Presidente di Cna Reggio Emilia Nunzio Dallari invita i Comuni che non hanno ancora deliberato a tener fede al patto tra enti locali e imprese presentato negli incontri territoriali con tutti i candidati sindaci, in occasione delle elezioni di maggio 2014.

“Prendiamo atto degli sforzi e delle mille difficoltà per razionalizzare le spese. Tutto questo però non giustifica lo scaricare la tassazione sempre e solo sulle imprese”.

“Riteniamo – continua Dallari – che prendere la scorciatoia dell’aumento Imu sugli immobili strumentali sia una scelta da contrastare perché, come abbiamo ribadito più volte, il capannone è la prima casa dell’imprenditore e tassarlo fino all’inverosimile in un momento di crisi come quello in cui ci troviamo non può che far crescere gli insoluti. Il risultato è che invece di aumentare le entrate dei Comuni crescono i crediti verso le imprese”.

“Ricordiamoci – conclude il Presidente Cna – che un imprenditore onesto, che fa di tutto per mantenere in piedi la propria azienda nei momenti di difficoltà, preferisce pagare lo stipendio ai suoi dipendenti prima di pagare le tasse. E se le imprese sono strozzate dalla pressione fiscale, oltre che dalla mancanza di liquidità e dalla crisi dei consumi, chi è che può far girare l’economia?”.

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