Il prefetto Antonella De Miro lascia Reggio dopo 5 anni memorabili. La gratitudine della città

di Pierluigi Ghiggini

30/8/2014 – Dopo cinque anni che hanno lasciato un segno indelebile, il “prefetto di ferro” Antonella De Miro saluta Reggio Emilia. È in partenza per Perugia, dove sostituirà il prefetto Antonio Reppucci, rimosso dal ministro Alfano per aver pronunciato una frase inaccettabile per tutti, e soprattutto per un rappresentante dello Stato. Reppucci aveva detto: “Se una madre non si accorge che suo figlio si droga, è una fallita e dovrebbe suicidarsi”.

La nomina della De Miro – che entra così nella élite dei prefetti destinati ai capoluoghi di Regione – è stata deliberata dal Consiglio dei ministri-fiume di ieri, venerdì 29, su proposta di Alfano. Si spera che il successore a Reggio venga nominato al più presto, possibilmente entro pochi giorni.

Con la prova memorabile data a Reggio nel contrasto alla penetrazione mafiosa nell’economia e nella società, De Miro si è affermata come uno degli assi a disposizione dell’amministrazione centrale. “È una dei nostri migliori dirigenti”, ha dichiarato il sottosegretario Gian Piero Bocci.

A Reggio la lady di ferro ha legato il suo nome alla battaglia contro la ndrangheta. Con decine e decine di interdittive antimafia, con la mobilitazione degli apparati  investigativi e di intelligence, ha imposto una svolta antimafia assolutamente senza precedenti, aprendo gli occhi a una città che si è cullata per troppo tempo nella teoria di comodo degli “anticorpi”, nonostante innumerevoli prove contrarie, e un ceto politico riottoso a prendere atto che Reggio aveva ceduto armi, territorio e interi pezzi dell’economia  alle mafie, in città e nella Bassa.

De Miro ha inciso in profondità un bubbone marcescente che ha infettato l’economia e la finanza di Reggio, non soltanto l’edilizia e l’autotrasporto, arrivando ai santuari della politica. Non a caso l’ultima relazione semestrale dell’Antimafia sottolinea la capacità di condizionamento delle mafie nei confronti degli enti locali.

Non c’è dubbio che in molti abbiano mal sopportato la strategia della fermezza praticata da Antonella De Miro, e che ora facciano il tifo per un nuovo Prefetto con una visione diversa. Ma è bene che non si illudano: non si torna indietro, anche perché c’è ancora moltissimo da fare per estirpare dal territorio cosche, ndrine, riciclatori, corruttori, mafie dei colletti bianchi.

Lo Stato, qualunque sia la direzione politica, non torna indietro: del resto lo ha dimostrato anche con la nomina del nuovo Questore. Ora tocca agli enti locali fare pulizia sino in fondo.

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IL SINDACO LUCA VECCHI ESPRIME LA GRATITUDINE DELLA CITTÀ

“Assieme alle congratulazioni per il nuovo e delicato incarico che assumerà prossimamente ed agli auguri di buon lavoro, desidero esprimere profonda gratitudine e rinnovare la mia stima al prefetto di Reggio Emilia, Antonella De Miro per il lavoro svolto nei cinque anni della sua permanenza a Reggio.”

Così il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, a seguito della nomina della dottoressa De Miro al vertice della prefettura di Perugia.

“Credo siano diversi e tutti importanti i valori e le qualità che sono alla base del lavoro del prefetto De Miro: passione civile, amore per la comunità in cui e per la quale ha operato, profonda fiducia nella giustizia e nei principi democratici che la stessa giustizia tutela, consapevolezza che solo in presenza della legalità si possano avere convivenza civile, rispetto reciproco, pari opportunità, una società ed una economia sane, trasparenti, in grado di poter esprimere un futuro. Un impegno, quello del prefetto De Miro tra noi, sempre accompagnato e ben temperato da rigore, equilibrio, saggezza, conoscenza della realtà locale, rispetto dei ruoli e delle diverse competenze istituzionali”.

“Abbiamo apprezzato queste sue doti – continua il sindaco Vecchi – in questi anni di stretta collaborazione istituzionale, in cui il suo apporto è stato di grande aiuto alla comunità reggiana in diversi ambiti: dalla lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia e nel tessuto sociale con le interdittive antimafia, all’impegno per la trasparenza e la legalità in ogni ambito della vita socio-economica, dal presidio del territorio grazie al lavoro di concerto fra istituzioni prodotto dal Comitato ordine e sicurezza pubblica, alla diffusione di una cultura della legalità”.

“L’esperienza del prefetto De Miro ci lascia un’eredità importante: continuare il lavoro di questi anni con fermezza sui temi della legalità e sul contrasto a ogni tentativo di insediamento malavitoso nel nostro territorio.

Tutto non sarà più come prima, possiamo dirlo perché gli anni del prefetto De Miro a Reggio Emilia rappresentano uno spartiacque nel nostro territorio e nella nostra comunità sui temi della legalità e dimostrano che, anche una comunità ancorata a solidi principi come la nostra, può avere bisogno, a volte, del necessario impulso per produrre la giusta reazione”.

“Desidero infine ricordare l’attenzione del prefetto De Miro alla promozione dei valori costituzionali della nostra Repubblica, con iniziative culturali e intervenendo in città e in provincia in numerose occasioni pubbliche, a stretto contatto in particolare con i giovani. Ci onora – conclude il
sindaco Vecchi – che il prefetto De Miro possa avere con se’ il Primo Tricolore conferitole di recente a Reggio Emilia: credo sia un segno autentico della nostra gratitudine e una bella sintesi simbolica del significato del suo operare tra noi e con noi in questi anni”.

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