Cristiani perseguitati in Iraq, appello del vescovo Camisasca. Venerdì giornata di preghiera

11/8/2014 – Il giorno di Ferragosto sarà un giorno di preghiera per i cristiani perseguitati, cacciati dalle loro case, uccisi nel modo più crudele in Iraq a causa delle loro fede.

Sono più di centomila, su una comunità di quattrocentomila persone, i cristiani in fuga da morte certa e che cercano rifugio nel Kurdistan. A ciò si aggiunge il genocidio della piccola confessione zoroastriana degli yazidi: sono confermate purtroppo le notizie sulle fosse comuni con centinaia di donne e bambini, sepolti ancora vivi, e su altre centinaia di ragazze ridotte a schiave sessuali dei terroristi del “califfato” dell’Isis.

Ieri sera il vescovo di Reggio Emilia Massimo Camisasca ha lanciato un forte appello non solo ai cattolici reggiani, ma a “tutte le comunità” perché si uniscano nella preghiera per impetrare la salvezza dei perseguitati e la pace.

“La libertà religiosa è il fondamento di ogni libertà… Là dove il nome di Dio diventa ragione d’odio e di soppressione dell’altro, ogni uomo è in pericolo”. L’appuntamento è per venerdì 15, alle 11, in Cattedrale, alla Messa solenne dell’Assunta.

Scrive il Vescovo: “Cari fratelli e sorelle, venerdì prossimo, solennità dell’Assunzione di Maria in cielo, la nostra preghiera durante la Messa in Cattedrale, alle ore 11, si unirà a quella di tutta la Chiesa italiana e dei nostri fratelli sparsi in tutto il mondo per invocare dal Signore protezione per i cristiani perseguitati e cacciati dalle loro case in Iraq e pace per quella terra martoriata.

Ciò che sta avvenendo sotto i nostri occhi, reso pubblico dalla stampa, dalle televisioni e da Internet, è un dramma che colpisce profondamente la comunità cristiana, ma va al di là di essa. Là dove il nome di Dio diventa ragione di odio e di soppressione dell’altro, ogni uomo è messo in pericolo.

La libertà religiosa è il fondamento di ogni libertà. Secoli di convivenza interreligiosa sembrano essere distrutti in poco tempo.
Chiedo a tutte le comunità di unirsi alla nostra preghiera e di maturare espressioni di solidarietà con i nostri fratelli dell’Iraq. Soprattutto attraverso il rosario e l’offerta al Signore dei sacrifici della vita quotidiana”.

C’è da augurarsi che l’appello venga raccolto anche dal mondo laico e dalle organizzazioni politiche, molto attente alle sorti del popolo palestinese e all’accoglienza degli islamici in fuga dai teatri di guerra, ma in genere distratte di fronte alle persecuzioni che da anni affliggono i cristiani Africa e in Asia.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *