Contributi coop Nuova Stampa: chiesto il rinvio a giudizio per Tiziano Motti (ma qualcuno lo ha già condannato)

2/8/2014 – Il sostituto procuratore di Reggio Emilia Stefania Pigozzi ha chiesto il rinvio a giudizio dell’editore Tiziano Motti, sino a maggio parlamentare europeo del Ppe e ora esordiente nel mondo del rock con il suo primo album.

L’oggetto sono 744 mila euro di contributi percepiti dalla cooperativa di giornalisti Nuova Stampa (446 nel 2010 e 298 mila nel 2011) per la pubblicazione del bisettimanale “Giornale di Reggio”.

Contrariamente da quanto si potrebbe capire dal titolo di prima pagina di un quotidiano locale (“Motti: truffa ai danni dell Stato”), l’ex eurodeputato non ha subito alcuna condanna, anche se parte del mondo politico fa già il tifo per la ghigliottina come le tricoteuses del Terrore.

Il Pm, chiuse le indagini, ha chiesto il rinvio a giudizio, vale a dire un processo davanti al Tribunale per Motti, la moglie Stefania Bigliardi, che col marito guida il gruppo editoriale Unimedia, e tre giornalisti della “Nuova Stampa”, il cui coinvolgimento in quanto lavoratori non appare chiaro.

L’accusa è per tutti quella, appunto, di “truffa ai danni dello Stato” e ha già comportato il congelamento di vari conti correnti, questione tuttora pendente davanti alla Cassazione con un ricorso dell’avvocato Liborio Cataliotti. È caduta invece la contestazione di stampa clandestina, relativa al periodo in cui la testata “La notizia” era stata trasferita da Bari a Reggio Emilia.

L’accusa formulata da Pigozzi riguarda appunto l’acquisizione della testata La Notizia, che era arrivata alla chiusura, e della cooperativa che aveva in capo i contributi statali. Sembra di capire che secondo il Pm l’irregolarità riguarderebbe proprio il trasferimento della pubblicazione. Che, come è noto, è uscita regolarmente come Giornale di Reggio settimanale, diffusa in migliaia di copie, ininterrottamente sino ad oggi.

Ora sulle richieste del pm dovrà pronunciarsi il Giudice delle Indagini Preliminari, che tuttavia non ha ancora fissato l’udienza. Il congelamento dei contributi degli anni successivi al 2011, conseguente alla inchiesta del pm Pigozzi, ha indotto l’editore all’ennesima ristrutturazione del Giornale di Reggio per contenere le perdite.

Ma visto la piega presa dalla vicenda, non è escluso che l’editore rock e Stefania Bigliardi decidano di chiudere il giornale una volta per tutte.

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