Aumenta la produzione industriale reggiana, ma calano gli ordini anche dall’estero. Previsioni di peggioramento

6/8/2014 – Nel giorno in cui i dati Istat annunciano un calo del Pil dello 0,2% con l’arretramento dell’economia italiana in recessione tecnica, la nuova indagine congiunturale di Unindustria Reggio Emilia indica che nel trimestre aprile-giugno la produzione industriale provinciale ha registrato un aumento del 4,6%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Una percentuale elevata, che conferma nel secondo trimestre i segnali di lento e graduale recupero già emersi dalle dichiarazioni delle imprese rilevate nell’indagine precedente. Ma oggi, nonostante un risultato brillante, gli stessi imprenditori vedono un peggioramento delle prospettive.

La perdurante debolezza del mercato interno e il rallentamento della ripresa nell’eurozona – secondo l’indagine Unindustria – sembrano ancora indebolire le prospettive di miglioramento del quadro congiunturale. La crescita dell’attività produttiva rimane infatti contenuta e trainata dalla domanda estera, che continua a risultare determinante per le imprese manifatturiere reggiane.

Rallenta il recupero del fatturato: l’andamento dei ricavi complessivi ha registrato un incremento del 2,7% sull’analogo periodo dell’anno scorso, a fronte del 6,1% della rilevazione precedente. Un rallentamento dovuto alla persistente depressione dei consumi interni, ma anche da un rallentamento del trend sui mercati esteri (dal più 7% del primo trimestre al 3,2% attuale).

Segnali di fragilità del quadro congiunturale anche sul versante degli ordinativi acquisiti nel trimestre, con un calo degli ordini complessivi dell’1,1%. Per la prima volta dopo quattro trimestri consecutivi con segno positivo, gli ordinativi esteri hanno accusato una modesta flessione (-0,1%).

Rimane ancora debole il mercato del lavoro che, tuttavia, registra un leggero incremento dell’occupazione (+1,1% su base tendenziale). Calano al contempo di ben il 63% le ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria autorizzate nel primo semestre del 2014 rispetto allo stesso periodo del 2013.

Per i prossimi mesi, le aspettative degli imprenditori sono caratterizzate da un alto grado di volatilità e incorporano
un peggioramento del quadro congiunturale. In questo momento lo scenario è caratterizzato dal rallentamento dell’economia dell’eurozona e dagli scenari valutari non favorevoli alle imprese dell’area euro.

Le imprese intervistate con riguardo all’evoluzione della produzione nel prossimo trimestre mantengono un atteggiamento prudenziale: il 31% degli intervistati non si aspetta mutamenti nel breve periodo nei livelli produttivi. Cresce invece al 41% la quota di imprese che si attende un calo contro il 17% rilevato nello scorso trimestre e rimane al 28% la percentuale di chi prevede un peggioramento.

Con riferimento agli ordinativi, il 36,5% delle imprese intervistate prevede di mantenere invariata la consistenza del portafoglio ordini, il 23,4% prevede di aumentarli mentre il restante 40,1% prevede un peggioramento.

Negative anche le attese occupazionali relative ai prossimi mesi. Infatti se il 70,8% delle imprese intervistate dichiara di mantenere inalterata la propria forza lavoro, sono pari al 21,7% quelle che prospettano un decremento degli organici contro il 7,5% che al contrario prevede un aumento del numero di addetti.

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