Un fondo per acquistare le case invendute, sicurezza del territorio, pensionamenti. Piano delle cooperative per salvare l’edilizia

30/7/2014 – La proposta era nata qualche anno fa proprio a Reggio e aveva raccolto consensi trasversali tra i politici, ma alla fine non se n’è fatto niente.
Ora viene rilanciata a livello regionale, con tutto il peso politico e imprenditoriale dell’Alleanza Cooperative Emilia-Romagna.

Si tratta di un vasto programma di acquisto degli immobili invenduti, da destinare all’edilizia sociale: è il primo punto di un piano per far ripartire l’edilizia, rimettere in piedi le imprese e tutelare i lavoratori. A ciò si aggiungono i pensionamenti anticipati e un programma per la messa in sicurezza del territorio nel quale ricollocare, i lavoratori espulsi dalle imprese cooperative.

Le proposte sono state presentate dall’Alleanza delle Cooperative (Legacoop, Confcoop e Agci) nel corso di un incontro che si è tenuto martedì al ministero dello Sviluppo Economico per discutere della situazione del comparto dell’edilizia e delle costruzioni in Emilia-Romagna.
Nel dettaglio, la cooperazione emiliano-romagnola chiede al governo:

• La creazione di uno strumento per favorire il rapido deconsolidamento immobiliare delle imprese, in particolare per favorire la destinazione dei numerosi immobili invenduti a uso sociale;

• L’attivazione di un piano straordinario di messa in sicurezza del territorio – anche mediante il ricorso a provvedimenti straordinari – attraverso il quale favorire la rioccupazione del personale in esubero;

• L’attivazione delle procedure e delle risorse per avviare alcune opere pubbliche e infrastrutturali che rappresentano snodi di grande interesse territoriale e nazionale;

• Rendere operativa la cessione del credito anche per le società partecipate dalle pubbliche amministrazioni.

Provvedimenti straordinari vista l’intensità e la durata della crisi. Secondo l’Alleanza i processi di ristrutturazione delle imprese cooperative, già avviati da diverso tempo e necessari a garantire la continuità e il rilancio aziendale, devono essere portati a compimento il più celermente possibile.

Ma tali processi “produrranno esuberi”: il piano presentato dall’Aci, oltre ad un programma di formazione e riqualificazione professionale per la ricollocazione del personale, prevede anche il ricorso alle formule più espansive di ammortizzatori sociali, in modo da consentire il collocamento in pensione ad un buon numero di lavoratori coinvolti nei processi di ristrutturazione.

“Nelle prossime settimane continueremo a discutere per trovare le migliori soluzioni ad un problema drammatico e di forte impatto sul tessuto economico e sociale dell’Emilia-Romagna. Bisogna agire in fretta per salvare le imprese cooperative e dare tutele ai lavoratori nell’ambito dell’inevitabile percorso di ristrutturazione già avviato dalle imprese” – ha commentato Giovanni Monti, presidente dell’Alleanza delle Cooperative Emilia-Romagna.

“Non c’è più tempo da perdere, servono provvedimenti straordinari per affrontare una situazione straordinaria: bisogna riattivare la filiera dell’edilizia e delle costruzioni, pena la perdita o il pesante ridimensionamento di un settore cruciale per l’economia della nostra regione”.

Be Sociable, Share!

Una risposta a 1

  1. fabio Rispondi

    01/08/2014 alle 13:38

    Avevano già tentato i calabresi a disfarsi degli appartamenti invenduti. la cosa è stata abbandonata. Perchè la cosa dovrebbero riprenderla per favorire le cooperative emiliane, che con tutti i loro concordati di danni ne hanno fatti abbastanza?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *