Tangenziale Nord, il comune perde la causa per il capannone Teknimond. Verso la modifica del tracciato?

topo-piange28/7/2014 – Il comune non può sospendere sine die la procedura di un atto amministrativo, nella fattispecie una concessione edilizia. Deve sempre agire per “gravi motivi” e in tempi certi. Il Tar di Parma ha così dato ragione alla Teknimond di Uber Mazzoli e ha condannato il comune di Reggio Emilia, e insieme ad esso l’Anas.

La causa riguarda il contestato tracciato della variante Nord della via Emilia fra San Prospero Strinati e Corte Tegge, e la sentenza, ora, avrà notevoli implicazioni sul progetto stesso.

Il 23 gennaio 2013 la Teknimond aveva chiesto il permesso di costruire relativo a un edificio ad uso industriale in via Mafalda di Savoia. Il 18 settembre tuttavia il Comune di Reggio Emilia, con una determina dirigenziale, aveva bloccato il procedimento di concessione edilizia almeno per un anno, e comunque sino alla stesura del progetto definitivo della tangenziale da parte dell’Anas.

La Teknimond, che aveva presentato il proprio progetto di capannone industriale nel rispetto degli strumenti urbanistici, avanzava al Tar la richiesta di sospensiva, respinta però dai giudici di Parma. Invece nel giudizio di secondo grado il Consiglio di Stato gli dava ragione, stabilendo che il blocco dell’iter del permesso edificatorio poteva durare solo il tempo strettamente necessario a stabilire se e come il tracciato della variante Nord andasse a interferire col capannone della Teknimond.

Nella sentenza di merito, pronunciata il 10 luglio in Camera di consiglio e pubblicata in questi giorni, il Tar di Parma ha dato definitivamente ragione alla Teknimond, anche perché in marzo era stato deliberato il progetto definitivo della variante Nord della via Emilia, e non vi erano più ragioni plausibili per bloccare la procedura e il permesso stesso, in base alla normativa e alla giurisprudenza.

Mentre prima il capannone, progettato in base agli strumenti urbanistici, non interferiva con le fasce di rispetto della tangenziale e del suo viadotto, ora invece interferisce. Il Tar ha rigettato la richiesta risarcitoria da Teknimond, tuttavia ha riconosciuto le ragioni dell’impresa reggiana e ha condannato il comune e l’Anas al pagamento delle spese processuali, ingiungendo all’ente locale l’esecuzione della decisione, vale a dire l’immediata ripresa e conclusione della procedura del permesso di costruire.

“Non può che riconoscersi – si legge nella sentenza – l’insussistenza di ragioni che impediscano all’Amministrazione di concludere il procedimento attivato dalla ricorrente con provvedimento espresso come imposto dall’articolo 2 della legge 291/1990. Da quanto esposto deriva l’illegittimità dell’effetto sospensivo censurato dovendo l’Amministrazione procedere alle determinazioni del caso”.

A questo punto, il tracciato della tangenziale dovrà essere giocoforza modificato per eliminare l’interferenza, visto che la Teknimond ha il diritto a ricevere il permesso di costruire. Non è un pasticcio da poco, tenuto conto che altri proprietari risulterebbero nelle stesse condizioni della Teknimond.

Fra l’altro, qualche problema il Comune con la Teknimond lo ha da tempo: da anni l’ingegner Uber Mazzoli conduce una battaglia per l’interramento dell’elettrodotto Tav che deturpa i terreni del fronte autostradale tra Sesso e Mancasale. Interramento al quale il comune ha opposto una sorda resistenza.

(Pierluigi Ghiggini)

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