Taglio a distacchi e permessi sindacali: “A rimetterci sarà tutta la scuola”

di Mariarita Bortolani*

15/7/2014 – “La decisione del Governo di ridurre distacchi e permessi sindacali del 50% merita un’attenta riflessione. Di certo esoneri e permessi costituiscono per le singole realtà lavorative e per il Paese, un costo e un impegno a livello economico anche gravoso.

Il Sindacato, riconosciuto dalla Costituzione Italiana, nasce come organizzazione rappresentativa dei lavoratori e a tutela degli stessi. Nel nostro Paese esiste infatti la Contrattazione collettiva: si definiscono, si “contrattano” i rapporti tra lavoratori e datori di lavoro, si disciplinano diritti e doveri inderogabili. Ciò non solo per gli iscritti, ma erga omnes, cioè per l’intera categoria.

Si pensi, ad esempio, al CCNL (contratto collettivo della Scuola): con esso sono declinati gli obblighi, sia per il personale a tempo determinato che indeterminato (docente ed ata) ma anche i diritti (ferie, permessi, congedi, malattia, tutela della salute…) e le posizioni stipendiali.

Questa contrattazione, frutto di trattative -a volte estenuanti- tra le parti, è a tutela del lavoratore, ma al tempo stesso fonte di garanzia per il sistema e per l’ “utenza”; si precludono, in tal modo, situazioni privilegiate e favoritismi individuali.

A livello locale poi, il Sindacato svolge un’importante funzione di consulenza e assistenza per far fronte alle tante, continue e sempre più intricate norme; il Sindacato, spesso è portavoce di difficoltà riscontrate sul territorio ed è promotore di iniziative di formazione ed aggiornamento.

Sarebbe interessante che qualche rappresentante del Governo visitasse, in qualunque giorno della settimana e in qualunque periodo dell’anno, gli uffici sindacali della Scuola: a volte si ricevono 70/80 persone in un giorno: per la compilazione di domande, per l’aggiornamento di graduatorie, per reclami, trasferimenti ed utilizzazioni, disoccupazione, concorsi… ormai tutto on line. Spesso gli uffici sono aperti ben al di là dell’orario di lavoro di un esonerato, con ferie alquanto ridotte, perché molte scadenze sono calendarizzate durante il periodo estivo.

Da settembre 2014 l’attività sarà inevitabilmente ridimensionata, perché si rischierà di non riuscire a garantire il mantenimento dell’efficienza assicurata negli anni, con meno forze, umane ed economiche.

Agli iscritti sarebbe bene far sapere che dovranno iniziare ad abituarsi a far fronte alle singole situazioni, purtroppo in solitudine. Tutto ricadrà sulle istituzioni scolastiche, già fortemente provate, e sugli Uffici Scolastici Territoriali (Ex Provveditorati) perché qualcuno ha deciso in autonomia che, tutto sommato, il Sindacato è un ente di cui si può far a meno.

(*Segretaria Cisl scuola)

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