Seta: settembre si profila nero. “Non ci sono i soldi per assumere gli autisti”

30/7/2014 – Ormai è chiaro che il problema del trasporto pubblico al collasso, nel bacino reggiano, si chiama Seta.

La fusione con Modena, come ha rilevato l’avvocato Pagliani, si è risolta in un fallimento, e lo stesso assessore Tutino ha puntualizzato che si potrà discutere di aumenti delle tariffe (chiesti a gran voce dal presidente Pietro Odorici) solo dopo aver valutato la qualità dei servizi, precipitata a livelli senza precedenti. Siamo al punto da sperare nel maltempo, altrimenti determinati bus si fermano per il… troppo caldo.

Nel corso del Forum convocato dal comune, Seta si è impegnata a spostare nuovi automezzi nel bacino reggiano: ma riuscirà a far fronte all’impegno? Riuscirà a migliorare il servizio, come promesso? Ai sindacati l’azienda ha dichiarato che senza gli aumenti tariffari non potrà procedere a nuove assunzioni destinate a rimpolpare l’organico degli autisti. Eppure nel Forum aveva dichiarato che con gli aumenti avrebbe finanziato un piano di sconti e agevolazioni per determinate categorie.

Dov’è la verità? A questo punto Seta deve chiarire non solo le sue intenzioni, ma anche lo stato reale dell’azienda dal punto di vista finanziario.
Ieri nella sede di Seta è stato firmato un accordo per l’assunzione di autisti, ma senza specificare quanti e quando. Hanno firmato le federazioni trasporti di Cgil, Cisl, Uil, dell’Ugl e la Faisa Cisal. Non c’è la firma dell’Usb che addossa la responsabilità a Seta di non aver voluto sottoscrivere un “documento condiviso”.

Pasquale Tucci, sindacalista Usb trasporto privato, è uscito sconcertato dall’incontro con l’azienda. “La verità è che manca il personale per fare il servizio, e al tempo stesso mancano i soldi per le assunzioni – ha dichiarato -. È emerso in modo evidente nell’incontro con Seta sul grave problema della carenza di organico in vista della ripresa completa del servizio a metà settembre, con la riapertura delle scuole”.

Non solo. “Nel dichiarare che l’aumento delle tariffe è per l’azienda l’unica soluzione a questa gravissima situazione, il Presidente ha segnalato una situazione sconcertante per cui Seta oggi non sembra essere in grado di conoscere l’entità del servizio che dovrà erogare a settembre, vincolata, a quanto pare, dalle decisioni dell’Agenzia della Mobilità. Il Servizio di Trasporto è dunque ostaggio, alla luce delle dichiarazioni dell’azienda, delle mancate assunzioni di Seta e delle ‘imprevedibili’ decisioni dell’agenzia”.

Invece, aggiunge il sindacalista, Seta non mostrerebbe “nessuna preoccupazione per il continuo abuso dello straordinario e sui mancati riposi cui sono costretti i lavoratori al fine di garantire il servizio di trasporto pubblico. Da questo scenario emerge una logica devastante: fra tagli ai finanziamenti e inefficienze aziendali, alla fine a pagare saranno di nuovo e solo i cittadini e i tranvieri”.

Conclude l’Usb: “La mancanza del personale necessario a svolgere il servizio, insieme ai problemi di sicurezza, di percorrenze, di rispetto degli accordi, porteranno inevitabilmente alla mobilitazione dei lavoratori, e insieme dei cittadini/utenti del servizio”.

Sette mesi dopo il povero Sylvester, siamo punto e a capo. Seta batte cassa, non sa dove sbattere la testa, e settembre incombe. Incombono anche le elezioni regionali: chissà se i cittadini terranno conto di questo disastro, nel segreto dell’urna.

(Pierluigi Ghiggini)

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