Sel fa a pezzi la Città della Musica del sindaco Vecchi. Già scricchiola la maggioranza

26/7/2014 – Il sindaco Luca Vecchi ha messo la Città della Musica al Campovolo di Reggio Emilia (più prosaicamente Arena del rock) fra gli obiettivi strategici della sua legislatura. Ma non avrà vita facile: troppe le questioni in sospeso o non chiare, compreso il futuro dell’aeroporto, e anche perplessità trasversali sulla reale sostenibilità del progetto senza un consistente intervento di tipo edilizio.

La consigliera comunale di Sel Lucia Lusenti

La consigliera comunale di Sel Lucia Lusenti

Un fronte contrario si sta saldando in consiglio comunale, e lo attestano le prese di posizione dell’architetto Vaccari, a nome del gruppo pentastellato, e della civica Cinzia Rubertelli.

Ma il filo da torcere, il neo sindaco, lo avrà soprattutto dentro la sua maggioranza: Sinistra e Libertà si è messa di traverso. È chiara la presa di posizione di Lucia Lusenti, nuova consigliera comunale di Sel e promessa della politica reggiana (è la figlia dell’assessore regionale Pd alla Sanità, Carlo Lusenti). La consigliera, scrivendo a nome del partito, ha piantato paletti profondi e ha rilanciato l’opzione del Bosco Urbano, sostenuta fra l’altro dalle firme di 7 mila cittadini.

Non chiude completamente la porta all’opzione eventi, ma il progetto della Città rock ne esce a pezzi. Il tono anzi sfiora il sarcastico, quando afferma che “risulta molto difficile capire quale sia il Bene comune perseguito dall’Amministrazione”, che comunque deve andare oltre “l’interesse di qualche casa discografica o di qualche agenzia di organizzazione eventi”.

“Reggio ha bisogno di un polmone verde per respirare, confermiamo l’idea del ‘Bosco Urbano’ adiacente al Campovolo, ma vorremmo che all’interno di questo progetto trovassero spazio luoghi dedicati alla cultura e agli eventi – dichiara dunque Lucia Lusenti – Partendo dal presupposto che non esiste ancora un piano di fattibilità vero e proprio che preveda costi, benefici, tempi di realizzazione, luoghi specifici di realizzazione, valore della struttura, indotto che potrebbe creare nel tempo, costi che potrebbero gravare sulla città non solo per la realizzazione ma anche per il mantenimento di tale struttura, ecc… risulta molto difficile capire quale sia il Bene comune ricercato dall’Amministrazione“.

“Sel non è pregiudizialmente contro un’area per grandi eventi – continua – purché se ne dimostri la sostenibilità e la convenienza rispetto ad altri progetti. Sarebbe bello, per non dire utile, poter confrontare proposte diverse. La zona va protetta senza escludere la cultura. Un’idea potrebbe essere quella di inserire palchi ed arene di minor portata, che permettano alle eccellenza presenti sul territorio (penso alla fondazione nazionale della danza “Aterballetto” o alla fondazione iTeatri, come a molte altre) di organizzare spettacoli estivi che attraggano un pubblico magari più contenuto ma costante, da maggio a settembre.

In questo modo si crea uno spazio che appartiene a tutti, non solo al popolo dei mega concerti. Un’area verde che appartiene a giovani e meno giovani, migliora la qualità dell’aria che tutti noi respiriamo, offre possibilità di sviluppo ulteriore a realtà culturali in maniera competitiva”.

È quindi necessario guardare oltre all’interesse di
qualche casa discografica o agenzia per l’organizzazione di eventi.
“Probabilmente con l’Arena della musica la città riuscirebbe ad accaparrarsi qualche buon concerto (magari due o tre, considerando la media dei grandi concerti in Italia e considerando che è in calo) a stagione. Ovvio che fin quando non c’è uno studio di fattibilità vero e proprio è difficile fare valutazioni oggettive sul vantaggio concreto”.

Be Sociable, Share!

2 risposte a Sel fa a pezzi la Città della Musica del sindaco Vecchi. Già scricchiola la maggioranza

  1. carlo baldi Rispondi

    26/07/2014 alle 12:16

    Non facciamo errori faraonici di questo tipo. Spingerei sulla qualità e concentrerei le energie e le risorse sul Conservatorio Peri che si sta facendo le ossa. Anzi organizzerei I teatri, il Peri , Far ecc. per organizzare un Polo di alta qualità, agevolando il formarsi di un centro internazionale e di molteplici iniziative nel centro storico. Per i grandi eventi si può fare un accordo con lo Stadio MAPEI per utilizzarlo più spesso.
    Realizzare un’Arena della musica per due o tre eventi l’anno è, a mio avviso, pazzia e sperpero di risorse.
    Carlo Baldi

    • Fausto Poli Rispondi

      29/07/2014 alle 21:20

      Carissimo Dr. Carlo Baldi, in effetti Lei ha ragione quando parla di sfruttare di piu’ le arene gia’ esistenti (Stadio Mapei, Palasport, i vari Teatri Reggiani).

      Io in quell’area ci farei un parco giochi permnente come ne troviamo parecchi nelle principali Citta’ Europe. Oppure uno zoo.

      C’e’ lo zoo safari a Brescia, perche’ non farne uno piccolino a Reggio.

      Alla fine faranno come vogliono loro.

      Aprezzo i Suoi interventi, perche’ come Presidente di Betulla, come promotore dell’Universita’ a Reggio Emilia, come consigliere di Bper (e poi la lista sarebbe lunghissima), di eseprienza ne ha da vendere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *