“Lui pagherà per tutti”: in un biglietto Ghidoni aveva annunciato l’omicidio del dottor Bartolino

15/7/2014 – Carlo Ghidoni, l’elettricista di 51 anni di Carpi che domenica mattina a Santa Caterina di Concordia ha assassinato a colpi di pistola il primario di oculistica all’ospedale di Correggio, Amos Bartolino, e subito dopo si è tolto la vita, covava un rancore sordo verso il noto medico reggiano, e meditava di volersi fare “giustizia da sé”.

È scritto in un biglietto trovato in casa di Ghidoni dai Carabinieri.
Nel documento, l’omicida-suicida annunciava che il medico avrebbe pagato per tutti i suoi debitori. Ha scritto che non gli erano state pagate 800 ore di lavoro, tuttavia la circostanza è da verificare.

E’ comunque la conferma della testimonianza del falegname Fabrizio Casaglia, scampato per miracolo alla furia di Ghidoni. Casaglia, presente all’ incontro di domenica mattina tra l’elettricista e il dottor Bartolino, nel cantiere della villa dell’oculista, a Santa Caterina, ha detto che la lite
finita in tragedia era scoppiata per una somma di 5.000 euro che l’elettricista pretendeva da Bartolino, a saldo di lavori nella villa di via Chiaviche 14, a suo dire non pagati.

Ghidoni, Bartolino e Casaglia (che abita vicino ed era con la figlia di 13 anni) si erano incontrati per parlare delle spese e dell’avanzamento dei lavori di ristrutturazione della casa di proprietà del primario.

Quando la discussione è degenerata, nel cortile, l’artigiano (ed ex guardia giurata) ha preso dall’auto la sua pistola Glock Smith & Wesson calibro 9 e ha sparato più colpi contro l’oculista, uccidendolo. Poi ha rivolto l’arma contro Casaglia, sparando almeno quattro colpi, ma lui e la figlia sono riusciti a fuggire.

Infine Ghidoni si è voltato e, quasi sulla soglia di casa, si è ucciso con un colpo alla testa.

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