Operazione fatture false. Castaldi, l’uomo delle “cartiere”, vuota il sacco per 4 ore. Gibertini resta ancora in carcere

1/7/2014 – Ha parlato per 4 ore, oggi, Marco Castaldi, romano di 34 anni, uno degli arrestati per l’operazione Octopus, rispondendo dalla tarda mattinata al primo pomeriggio alle domande del pm Valentina Salvi.

L’uomo, trasferito al carcere di Reggio assieme al 53enne Piersandro Pregliasco, come quest’ultimo è ritenuto responsabile delle attività delle cosiddette “cartiere”, aziende che avevano il compito di emettere fatture false per lavori od acquisti fantomatici, documenti che venivano venduti a chi era interessato ad abbattere fittiziamente i redditi, in modo da pagare meno tasse. Castaldi è stato interrogato soprattutto sugli aspetti reggiani del giro, che avrebbe avuto a capo Marco Gibertini, e a quanto pare ha risposto, fornendo un quadro più dettagliato.

Secondo l’accusa, come si ricorderà, Gibertini era in collegamento con ambienti della malavita romana e napoletana per riciclare a Reggio soldi guadagnati illecitamente e consentire nel contempo evasioni fiscali agli utilizzatori delle fatture false. Aveva teoricamente la disponibilità di 150mila euro ogni settimana, soldi che arrivavano materialmente dal centro-sud attraverso spalloni che li trasportavano. Questi soldi tornavano poi giù, attraverso bonifici bancari, e davano un’apparenza di regolarità alle fatture fasulle.

Gibertini, che è difeso dall’avvocato Liborio Cataliotti, resta intanto in carcere. Il tribunale del riesame non ha ancora deciso sulla richiesta di libertà che l’avvocato Romano Corsi ha presentato per Mirco Salsi, il fondatore della Reggiana Gourmet. L’imprenditore rimane perciò agli arresti domiciliari.

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